ARRIVERA’…

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Ora, abituatevi senza di me.
Io chiuderò gli occhi
e voglio solo cinque cose,
cinque radici preferite.


Una è l’amore senza fine.
La seconda è vedere l’autunno.
Non posso vivere senza che le foglie
volino e tornino alla terra.
La terza è il grave inverno,
la pioggia che ho amato, la carezza
del fuoco nel freddo silvestre.
La quarta cosa è l’estate
rotonda come un’anguria.
La quinta cosa sono i tuoi occhi.


Matilde mia, beneamata,
non voglio dormire senza i tuoi occhi,
non voglio esistere senza che tu mi guardi:
io muto la primavera
perché tu continui a guardarmi.


Amici, questo è ciò che voglio.
E’ quasi nulla e quasi tutto.
Ora se volete andatevene.
Ho vissuto tanto che un giorno
dovrete per forza dimenticarmi,
cancellandomi dalla lavagna:
il mio cuore è stato interminabile.
Ma perché chiedo silenzio
non crediate che io muoia:
mi accade tutto il contrario:
accade che sto per vivere.


Accade che sono e che continuo.
Non sarà dunque che dentro
di me cresceran cereali,
prima i garni che rompono
la terra per vedere la luce,
ma la madre terra è oscura:
e dentro di me sono oscuro:
sono come un pozzo nelle cui acque
la notte lascia le sue stelle
e sola prosegue per i campi.
E’ che son vissuto tanto
e che altrettanto voglio vivere.


Mai mi son sentito sé sonoro,
mai ho avuto tanti baci.
Ora, come sempre, è presto.
La luce vola con le sue api.
Lasciatemi solo con il giorno.
Chiedo il permesso di nascere.

Pablo Neruda

 La rinascita, la pioggia dopo l’arsura e le parole dopo il silenzio. Quel silenzio quieto, che porta al rifiorire, dopo l’inverno. Emilia/ Emma, due facce di una stessa medaglia, e il punto di congiunzione di entrambe. Bubba. Tornerò presto con pagine nuove e con nuovi colori. Il giallo, donatomi dagli scrittori Nicola Piovesan e da Francesco di Bartolo; Il rosso, donatomi dalla bellissima pittrice Mato’ Art; Il bianco e il nero, donatomi dal grande poeta, regista, fotografo Nini Ferrara; L’arcobaleno, donatomi dal grande make-up artist Paolo Pinna; Tornerò con altre sfumature. Il mio amato Sergio,  Antonella&Birba, Giovanna, Leila, Arianna, Nina, gli amici ENPA di Vicenza, Manuel e le passeggiate a sei zampe…

Arriverò…

Arriveremo…

Emma…Emilia

 

“MAGNA CARTA EMILIA 2.0”

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« Quando sarò vecchia mi vestirò di viola
con un cappello rosso che non si intona e non mi dona.
E spenderò la mia pensione in brandy e guanti estivi
E in sandali di raso, e poi dirò che non abbiamo soldi per il burro.
Mi siederò sul marciapiede quando sarò stanca
E arrafferò assaggi di cibo nei negozi, suonerò tutti i campanelli
Farò scorrere il mio bastone sulle ringhiere
E mi rifarò della sobrietà della mia giovinezza.
Uscirò in pantofole sotto la pioggia
E raccoglierò fiori nei giardini degli altri
E imparerò a sputare.
Quando sei vecchia puoi indossare assurde camicie e ingrassare
E mangiare tre libbre di salsicce in un colpo solo
O solo pane e sottaceti per una settimana,
E accumulare penne e matite e tappi di bottiglia e cianfrusaglie nelle scatole.
Ma ora dobbiamo indossare vestiti che ci tengano asciutti,
E pagare l’affitto e non dire parolacce per strada
E dare il buon esempio ai bambini.
Dobbiamo invitare amici a cena e leggere il giornale.
Ma forse dovrei cominciare a fare un po’ di pratica adesso?
Così chi mi conosce non rimarrà troppo scioccato e sorpreso
Quando improvvisamente sarò vecchia, e comincerò a vestirmi di viola»
(Jenny Joseph)

… e nessuno mi dirà, mai, come devo morire…

Informazioni per il “Testamento Biologico”: http://www.uaar.it/laicita/testamento-biologico/

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#IOSTOCONMAGDI

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“IO STO CON MAGDI CRISTIANO ALLAM”

Di: Emilia Di Roccabruna 

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ART 21 COSTITUZIONE ITALIANA: Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure. Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria [cfr. art.111 c.1] nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l’indicazione dei responsabili. In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell’autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all’autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s’intende revocato e privo d’ogni effetto. La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica. Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni”.

Perché inizio questo scritto con l’Art. 21 della Costituzione Italiana?

Perché ci risiamo, siamo ricaduti nell’oscuro baratro della censura!

Perché “qualcuno” non può dare nessun parere senza essere messo alla berlina?

Perché “qualcuno” decide di mettere nella gogna mediatica chi manifesta le proprie opinioni, per quanto fastidiose, ad esempio un giornalista, un caro amico e opinionista dal nome “scomodo” di Magdi Cristiano Allam, minacciandolo di sanzioni anche gravi, poiché scrive quello che questo “government-politically-incorrect” non condivide, si fa carta straccia del sopracitato articolo 21 e si mette nella pattumiera la libertà di parola? Solo per togliere la parola e per colpire la credibilità di una persona?

Ho paura che questa manciata di domande rimarranno un agglomerato di parole e punti esclamativi senza risposta.

E’ matematico e fisiologico… se ad una persona viene tappata la bocca ci saranno migliaia di persone che parleranno. Si indigneranno e si scaglieranno contro uno Stato di Regime. Quello Stato che predica “il volemose bene” a tutti i costi ma che a conti fatti i conti non tornano e penalizza chiunque proferisce un parere personale. Ma andiamo al sodo della questione. L’ultimo caso inquietante riguarda un caro amico, giornalista di origine egiziana, Magdi Cristiano Allam che dovrà subire un processo da parte dell’Ordine dei Giornalisti di Roma che ha accolto una denuncia di parte contro l’ “islamofobia” di Allam.

Premetto che Magdi Cristiano Allam, già editorialista di Repubblica, poi vicedirettore del Corriere della Sera e ora collaboratore del Giornale (…mi chiedo come mai alcuni giornalisti di “destra” come ad esempio Sallusti, siano nel mirino inverecondo di certa magistratura “rossastra” e ciò non avvenga al contrario…) nonché Parlamentare Europeo (nella scorsa legislatura fu eletto nel Parlamento Europeo con il suo movimento “Io Amo l’Italia”… ) esprimendo le sue  opinioni ed essendosi “permesso” di mettere in guardia gli italiani e l’Occidente dal pericolo rappresentato dal fanatismo islamico.

Negli articoli pubblicati da “Il Giornale” dal maggio al novembre 2011, il giornalista, tra le altre cose, avrebbe “violato l’obbligo di esercitare la professione con dignità e decoro”. Dopo una prima archiviazione, l’11 dicembre 2011, da parte dei giornalisti del Lazio, l’Ordine dei Giornalisti ha ora deciso  di sottoporlo a “procedimento disciplinare” dal quale si dovrà difendere nel corso del processo che si svolgerà prossimamente.

Dopo una breve ricerca su internet, posso citare un piccolo sunto di alcuni articoli pubblicati da Magdi Cristiano Allam:

“L’Islam ci assedia, abbiamo il dovere di difendere la nostra cultura. Subiamo ogni giorno gli abusi dei predicatori d’odio che si annidano in quasi tutte le novecento moschee italiane.” (M. C. Allam, 26 aprile 2011).

“Ha ragione il Cardinale bolognese Giacomo Biffi quando mi dice che il nostro vero nemico non sono gli islamici bombaroli ma i cosiddetti islamici moderati che ci impongono moschee e scuole coraniche.” (M. C. Allam , 3 maggio 2011).

“Toccherà ai cristiani fuggiti dall’Islam salvare l’Occidente. L’atteggiamento tollerante con i musulmani è sempre più pericoloso. Il loro obbiettivo è dominarci.” (M. C. Allam, 28 novembre 2011).

Parto dal presupposto che la diffusione di tali dichiarazioni sono state fatte, non solo, con la cognizione di causa di chi ha vissuto sulla propria pelle i retaggi di “una cultura islamica estremista ”, ma come un’opinione strettamente personale. Ma allora: “Se Magdi cristiano Allam, esprimendo un proprio parere personale, scrive che l’Islam in Italia è pericoloso e oppressivo (stessa cosa che scrisse Oriana Fallaci e molti altri prima di lui, (compresi i Militanti della Lega, Salvini in testa…) perché viene accusato di un reato che nemmeno esiste nel nostro ordinamento giuridico?”

E poi in seconda battuta mi chiedo: “ Perché personaggi come Grillo, DiBattista, Crimi e molti fanatici pentastellati che bazzicano in Parlamento, insultano, in tutte le salse e dicendone di tutti i colori, “Tutte” le  cariche dello Stato?” Nei vari media e social network, e questo è sotto tutti gli occhi di tutti, non hanno risparmiato nessuna offesa, anche pesante. Sono partiti con l’ingiuriare il Capo Dello Stato, passando ai vari Ministri, fino ad arrivare a offendere anche i giornalisti, militari, magistratura e cittadini. Perché loro non sono stati indagati?  Che Magdi Cristiano Allam sia l’ennesimo bersaglio da colpire e affondare? Mah…

Ci sarebbe da riflettere e da fare un bel Mea Culpa. Credo, ed è una mia opinione personale, che la cosa più grave sia quella della nostra lesa libertà di parola. Uno Stato che si dichiara Democratico e Libero dovrebbe prendere atto di ogn’una delle parole che esce dalla bocca dei propri cittadini. Se ciò offende o lede il buongusto, o l’immagine del Nostro Paese, o dei loro rappresentanti, non si esiti a punirli. Ma li si punisca TUTTI INDISTINTAMENTE e non per antipatia o per il loro colore politico. Si mandi al macero quest’idea balzana del “REATO DI OPINIONE”, e le forze usate per catturare “i cattivi opinionisti di turno”, vengano impegnate per migliorare questa nostra “decadente” Italia. Va a finire che se in questo blog, un giorno, dovessi scrivere che la pizza Margherita non mi piace perché fu dedicata alla Regina Margherita, oltre ad essere denunciata dall’Ordine dei Pizzaioli potrei essere sanzionata, incriminata e magari incarcerata per lesa Maestà! Si trasformerebbe in un disastro epico. Togliere la voce e la libertà di parola a una persona sarebbe come rubargli l’anima. Allo stesso tempo si ritornerebbe nel Medioevo.

 A Magdi Cristiano va il mio supporto, la mia stima e il mio affetto.

 A questo punto non mi rimane che urlare: “IO STO CON MAGDI. IO SONO MAGDI”

“Perché possono toglierci tutto, ma non la Libertà”

E.D.R.

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“1914-2014” LA GRANDE GUERRA

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“1914-2014” L’inizio.

Di Emilia di Roccabruna

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1914-2014. Cento anni.
Cent’anni lunghi da contare, eppur veloci come un battito di ciglia.
Cent’anni di ricordi sul primo conflitto mondiale che ci vengono consegnati dalla storia, e riportati alla luce, in questo giorno della memoria.
Cent’anni e una dichiarazione di guerra.
Cinquanta anni erano stati necessari per costruire l’Europa. Cinque giorni bastarono per farla esplodere. Dolore e sangue innocente. Trincee, fango, filo spinato, corpi di giovani soldati martoriati da mitragliatrici, baionette e gas tossici.
Migliaia di pagine sull’argomento “Grande Guerra”, infinite quantità di documentazioni originali che si sono salvate tra le maglie del tempo, altrettante migliaia di fotografie sbiadite e di filmati riguardanti il cruento periodo storico. Alla luce di quei periodi cruenti, oggi, la Prima Guerra Mondiale sembra più attuale che mai, poiché da allora non si smise, mai, di imbracciare le armi.

fantiitaliani01La “Grande Guerra”. Evento epocale che sconvolse milioni di persone e scaraventò i paesi belligeranti in un conflitto totale di proporzioni inaudite e dagli effetti spietati che coinvolse tutto il mondo, tutte le donne, tutte le etnie e tutte le religioni. L'”infernale” conflitto non risparmiò il territorio Italiano, che pagò con un alto tributo di vittime. In un batter d’occhio venne trucidata una generazione intera di giovani uomini; quelli nati nel 1899. L’Italia consegnò alla “Grande Guerra” i “Ragazzi del ’99”, come vennero chiamati i soldati dell’ultima leva disponibile da opporre al nemico al fronte nel 1917.
Erano gli ultimi figli del secolo che aveva visto, all’inizio, il declino della stella di Napoleone e l’ascesa di quella degli Asburgo, la nascita dell’Italia e della Germania, il colonialismo di tutti gli Stati che se lo potevano permettere, la rivoluzione industriale, la luce elettrica, l’automobile e lo sfruttamento del proletariato, il nazionalismo e la belle époque, il telegrafo senza fili e il cinema. Questi giovani patrioti fecero in tempo ad ascoltare “Tripoli bel suol d’amore”, dare un’occhiata ai giornali che si infiammavano sulla guerra scoppiata il 28 luglio 1914, nella quale l’Italia si buttò il 24 maggio dell’anno dopo, il 1915, sicura che sarebbe stata di breve durata. Pochi istanti e, quei giovani, si ritrovarono assassinati. Furono una realtà che segnò l’ultimo anno della guerra. Molti di quei giovani borghesi o figli delle classi subalterne, furono spronati dalla propaganda a difendere la loro terra, la loro casa, la loro famiglia, il loro onore e quello dell’Italia.

Grande-GuerraMa che cosa è successo, davvero, in Europa nel 1914? Sapevate, ad esempio, che quasi tutte le nazioni, per scagionarsi, distrussero la documentazione che riguardava il proprio ruolo nella guerra o ne crearono una fittizia? O che, ad esempio, il giorno più sanguinoso di tutti non fu la Battaglia della Somme del 1916, come molti credono, ma il 22 agosto 1914, quando la Francia contò 24.000 morti in un paio d’ore (e più di un milione in cinque mesi)? Con questo mio primo articolo, e con gli altri che farò seguire, cercherò di ripercorrere, insieme a voi lettori, le tappe fondamentali di una guerra che non si deve dimenticare. Vi prenderò per mano, e attraverseremo gli anni in cui la società era terrorizzata dalla devastazione, dalla miseria e dalla morte. Ricorderemo insieme le persone che perirono per noi.

Ricorderemo la “Grande Guerra” che si trasformò in grande catastrofe.

Tutte le vittime verranno ricordate; e la loro morte non sarà stata vana.
Rivivranno nei racconti e nei ricordi.

Onore ai caduti.

 

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“GLI OCCHI DI GAZA”

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“GLI OCCHI DI GAZA”

Di Emilia di Roccabruna

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“Chi salva una vita, salva il mondo intero”

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Fuori dalla porta di casa nostra, oltre i nostri giardini curati, dietro alle facciate pulite e opulente della nostra vita esistono realtà scomode e che spesso, egoisticamente, non vogliamo vedere. Ci sono storie che, distrattamente, conosciamo tramite brevi comunicati stampa o da drammatici reportage provenienti da dimenticate zone di guerra, sparse per il globo. Nei giorni scorsi “la bomba Gaza” è scoppiata un’altra volta, trascinando con sé vittime incolpevoli e seminando devastazione e morte.

Gaza.
La striscia di Gaza. Ma che cos’è? Con un linguaggio geograficamente correct si indica una regione costiera palestinese confinante con Israele ed Egitto e sotto la tutela della autorità Palestinese. Di fatto è una trappola mortale di forma rettangolare, di circa quaranta chilometri di lunghezza per una decina di chilometri di larghezza con un totale di circa quattrocento km quadrati, trasformata in luogo di massacro, dove, in queste terribili ore d’agonia il popolo palestinese sta soccombendo alla forza bruta di Israele. A seguito della dichiarazione di guerra da parte di Israele e dopo l’invasione dei territori palestinesi, la situazione si sta aggravando di minuto in minuto e le notizie che ci arrivano, da quei luoghi martoriati dalla guerra, dovrebbero far capire che non ci sarà tregua che tenga, tantomeno punti di ritorno. Quasi fosse stato aperto il vaso di Pandora. A Gaza, però, i morti e la rovina sono reali e documentati. Voglio ricordare che nella Striscia stiamo assistendo ad un vero proprio sterminio. Le bombe israeliane non fanno distinzione tra milizie di Hamas e bambini inermi, non fanno distinzione tra pseudo-caserme, rifugi di esponenti di Hamas e scuole, moschee ed ospedali. Le bombe sono bombe.
Punto.

Modestamente non ho parole per descrivere l’arroganza omicida dei leader israeliani. La finta tregua domenicale è stata interrotta dal ruggito sordo di una pioggia di bombe e affogata nel sangue innocente di bambini e donne inermi, ha avuto il sapore amaro del ridicolo. A propria difesa, gli esponenti del governo israeliano hanno accusato Hamas di farsi scudo di donne e bambini. La scusa grottesca non regge e da una Stato che si definisce civile e democratico ci si dovrebbe aspettare che di fronte a donne e bambini si facciano un po’ di scrupoli nello sparare. Invece, i fatti dimostrano che Israele è uno stato invasore, dittatore e genocida, guidato da menti psicopatiche pronte a tutto per saziare la loro fame di potere.

Ma c’è un medico, operante in piena zone di guerra. Si tratta del dottor Mads Gilbert, norvegese e membro dell’organizzazione umanitaria Norwac. Il dottor Mads Gilbert è il direttore del Pronto Soccorso di Shifa, nella Striscia di Gaza attualmente sotto assedio.
Racconta: “Gran parte dei feriti che stiamo trattando sono bambini e hanno subito gravi amputazioni; tutto quello che sta avvenendo a Gaza va contro ogni regola del diritto internazionale. Sento parlare di guerra contro Hamas, ma i miei occhi vedono solo bombardamenti sistematici contro la popolazione civile anche con armi vietate dalla comunità internazionale”.
Una tragedia umanitaria, sottolinea Gilbert, che colpisce indiscriminatamente tutti senza distinzione di sesso, di età, di occupazione. Il Dottor Gilbert, in queste ore ha lanciato un messaggio alla rete. E’ un accorato appello a tutta la comunità internazionale. Un appello che io ho raccolto e di cui mi faccio promotrice. Per onore di cronaca citerò la lettera originale che mi arriva, scritta con la disperazione ci chi non ha armi per affrontare una catastrofe così grande, da quei luoghi infausti. E’ una lettera cruda e a tratti sgrammaticata, e che non mi sono sentita di stravolgere con una traduzione di tipo correttivo ed interpretativo. Per quello ci sono i traduttori simultanei. Il dolore non si interpreta nè si traduce. Si sente sulla pelle e dentro alle ossa. Poche parole di dolore facilmente traducibili. Nulla deve essere perso. Diverremo gli “occhi di Gaza” e la voce di chi lotta in trincea per salvare vite umane.

20Luglio2014 H.11:14am

“Dearest friends,
The last night was extreme. The “ground invasion” of Gaza resulted in scores and carloads with maimed, torn apart, bleeding, shivering, dying – all sorts of injured Palestinians, all ages, all civilians, all innocent. The heroes in the ambulances and in all of Gaza’s hospitals are working 12-24 hour shifts, grey from fatigue and inhuman workloads (without payment all in Shifa for the last 4 months), they care, triage, try to understand the incomprehensible chaos of bodies, sizes, limbs, walking, not walking, breathing, not breathing, bleeding, not bleeding humans. HUMANS! Now, once more treated like animals by “the most moral army in the world” (sic!).
My respect for the wounded is endless, in their contained determination in the midst of pain, agony and shock; my admiration for the staff and volunteers is endless, my closeness to the Palestinian “sumud” gives me strength, although in glimpses I just want to scream, hold someone tight, cry, smell the skin and hair of the warm child, covered in blood, protect ourselves in an endless embrace – but we cannot afford that, nor can they. Ashy grey faces – Oh NO! Not one more load of tens of maimed and bleeding, we still have lakes of blood on the floor in the ER, piles of dripping, blood-soaked bandages to clear out – oh – the cleaners, everywhere, swiftly shovelling the blood and discarded tissues, hair, clothes, cannulas – the leftovers from death – all taken away … to be prepared again, to be repeated all over. More then 100 cases came to Shifa in the last 24 hrs. Enough for a large well trained hospital with everything, but here – almost nothing: no electricity, water, disposables, drugs, OR-tables, instruments, monitors – all rusted and as if taken from museums of yesterday’s hospitals. But they do not complain, these heroes. They get on with it, like warriors, head on, enormously resolute. And as I write these words to you, alone, on a bed, my tears flow, the warm but useless tears of pain and grief, of anger and fear. This is not happening! An then, just now, the orchestra of the Israeli war-machine starts its gruesome symphony again, just now: salvos of artillery from the navy boats just down on the shores, the roaring F16, the sickening drones (Arabic ‘Zennanis’, the hummers), and the cluttering Apaches. So much made in and paid by the US.

Mr. Obama – do you have a heart?

I invite you – spend one night – just one night – with us in Shifa. Disguised as a cleaner, maybe. I am convinced, 100%, it would change history. Nobody with a heart AND power could ever walk away from a night in Shifa without being determined to end the slaughter of the Palestinian people. But the heartless and merciless have done their calculations and planned another “dahyia” onslaught on Gaza. The rivers of blood will keep running the coming night. I can hear they have tuned their instruments of death. Please. Do what you can. This, THIS cannot continue.

Mads Gilbert MD PhD
Professor and Clinical Head
Clinic of Emergency Medicine
University Hospital of North Norway”

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“CIAO GIORGIO…”

 

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ciao

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[…] E adesso erano lì, di nuovo l’uno di fronte all’altra, e lui non poteva fare a meno di continuare a guardarla, come se i suoi occhi volessero insinuarsi dentro di lei. Per chi ci ha messo il cuore e altrettanto cuore non ha trovato, per chi si è sbagliato e ci ha messo troppo sale, per chi non avrà pace finché non riuscirà a scoprire in quale maledetto barattolo hanno nascosto lo zucchero, per chi rischia di annegare nella piccola alluvione delle sue lacrime. Siamo qui con voi e, nonostante tutto, come voi siamo vivi. […] Da: “Io uccido, Milano, Baldini & Castoldi, 2002.

[…]“Dove sono le notti passate con così tante stelle e così tanta luna accese contemporaneamente in un cielo senza luna e senza stelle? Dimmi dove e quando ho iniziato a perderti dove e quando hai iniziato a perdermi dove e quando se non in questo letto di spine in una casa che non so e che non oso ascoltare mentre respira col mio respiro dove e quando potro dormire di nuovo senza incontrarti ancora e ancora e ancora. Dove e quando potrò smettere di ucciderti per ricominciare a vivere?” […] Da: “Pochi inutili nascondigli, Milano, Baldini Castoldi & Dalai

[…] Ed al chilometro 41 presso la casa cantoniera
Nascosto bene la nostra auto c’asse vedesse che non c’era
E abbiam montato l’autovelox e fatto multe senza pietà
A chi passava sopra i 50 fossero pure i 50 di età
E preso uno senza patente
Minchia signor tenente faceva un caldo che se bruciava
La provinciale sembrava un forno
C’era l’asfalto che tremolava e che sbiadivo tutto lo sfondo
Ed è così tutti sudati che abbiam saputo di quel fattaccio
Di quei ragazzi morti ammazzati
Gettati in aria come uno straccio caduti a terra come persone
Che han fatto a pezzi con l’esplosivo
Che se non serve per cose buone
Può diventar così cattivo che dopo quasi non resta niente
Minchia signor tenente e siamo qui con queste divise
Che tante volte ci vanno strette
Specie da quando sono derise da un umorismo di barzellette
E siamo stanchi di sopportare quel che succede in questo paese
Dove ci tocca farci ammazzare per poco più di un milione al mese
E c’è una cosa qui nella gola, una che proprio non ci va giù
E farla scendere è una parola, se chi ci ammazza prende di più
Di quel che prende la brava gente… […] Da: ” Minchia Signor Tenente”

[…] A volte immaginare la verità è molto peggio che sapere una brutta verità. La certezza può essere dolore. L’incertezza è pura agonia.[…]

[…] Fai attenzione alla tua ombra. Ogni uomo ha un fratello che è la sua copia esatta. È muto e cieco e sordo ma dice e vede e sente tutto, proprio come lui. Arriva nel giorno e scompare la notte, quando il buio lo risucchia sottoterra, nella sua vera casa. Ma basta accendere un fuoco e lui è di nuovo li, a danzare alla luce delle fiamme, docile ai comandi e senza la possibilità di ribellarsi. Sta disteso per terra perché glielo ordina la luna, sta in piedi su una parete quando il sole glielo concede, sta attaccato ai suoi piedi perché non può andarsene. Mai. Quest’uomo è la tua ombra. È con te da quando sei nato. Quando perderai la tua vita, la perderà con te, senza averla vissuta mai. Cerca di essere te stesso e non la tua ombra o te ne andrai senza sapere che cos’è la vita.[…]

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4-Luglio-2014

Ciao Giorgio.

Adesso, Ci lasci soli.

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“PER MARI E PER MONTI: A SPASSO COL GATTOPARDO”

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“PER MARI E PER MONTI: A SPASSO COL GATTOPARDO”

Di Emilia di Roccabruna

“Noi fummo i gattopardi, i leoni. Chi ci sostituirà saranno gli sciacalli, le iene.
E tutti quanti, gattopardi, leoni, sciacalli e pecore, continueremo a crederci il sale della terra”.
– Giuseppe Tomasi di Lampedusa, “Il Gattopardo” –

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FriedmanGATTOPARDOIeri quattordicesimo giorno di febbraio, giorno per antonomasia degli innamorati, un caro amico ha avuto la brillante idea di regalarmi il libro di Alan Friedman sapientemente presentato mercoledì 12 febbraio. Il volumetto di bianco vestito, (che cita nel titolo, Il Gattopardo, romanzo di Tomasi di Lampedusa) si intitola “Ammazziamo il gattopardo”, titolo che, a mia prima impressione, mi sembra liberamente ispirato da una vecchia citazione del buon Bersani (Lui, li smacchiava i giaguari) ed è stato appena pubblicato da Rizzoli. Il giornalista americano parte dalla propria esperienza personale di reporter, e attraversa la storia politico-istituzionale più recente illustrando i retroscena, gli incontri con i protagonisti, le strategie politiche dei diversi schieramenti, insomma atti e misfatti del potere nel nostro bel Paese. Nelle varie “comparsate televisive” il giornalista Friedman ci aveva promesso effetti spettacolari, invece io, dopo una nottata insonne ed immersa nella lettura, ho trovato il libro farcito di storie trite e ritrite. Il libro di Friedman contiene una quarantina di pagine riguardanti al caso Monti-Napolitano, ma che non raccontano nulla di nuovo. Ma c’è una cosa che mi fa riflettere e mi irrita allo stesso tempo; perché gli americani, quando vengono a salvarci, si lasciano alle spalle quel miasma terrifico di carne bruciata, e che avverto incondizionatamente? Mah, la storia è piena di testimonianze sugli interessi made in Usa spacciati per aiuti filantropici al nostro paese. Che l’Italia sia stata colonizzata dagli States è un fatto storico e sotto agli occhi di tutti, ad iniziare da Patto Atlantico; E poi, la storia del “guerrafondaio-premionobelperlapace” Obama, la conosciamo un po’ tutti e non sto qui a rimestrare una minestra bollita e ribollita. Ho scritto qualcosa sugli articoli passati…

alan[…] Non solo scoop e indiscrezioni ma una vera e propria “radiografia del potere” che parte dalla Milano degli anni Ottanta per arrivare a oggi, al nuovo corso inaugurato da Matteo Renzi e continuamente ostacolato e messo in discussione dai conservatori, quei gattopardi accucciati in Parlamento, nei ministeri, nelle aziende di Stato, nei sindacati, nelle lobby professionali. […]

Nel libro, Friedman, descrive l’incontro avvenuto a Saint Moritz tra Mario Monti e Carlo De Benedetti, nell’agosto del 2011, quando il professore dell’Università Bocconi, in tempi non sospetti, sarebbe andato ad informare l’editore/finanziere del suo probabile futuro incarico di governo. Non voglio entrare nel merito della assoluta gravità di una scelta del genere nell’atto di comunicare notizie così sensibili che arrivano dai massimi vertici dello Stato ad una persona che svolge attività sui mercati finanziari. Informazioni su eventi che avrebbero avuto ripercussioni immediate e prevedibili su quei mercati stessi. Lasciamo che su questo sia la magistratura a valutare se c’è ipotesi di reato o meno. Occupiamoci invece solo della cronaca giornalistica degli eventi ignorati dallo stesso Friedman. Cosa è successo due mesi prima di quell’incontro proprio a Saint Moritz e sempre con Monti come protagonista? C’è stata la riunione Bilderberg 2011 dal 3 al 6 giugno. Una riunione nella quale, come gli eventi ha poi miseramente dimostrato, PARE sia stata pianificata la parallela caduta dei governi eletti in Italia e Grecia adottando le medesime modalità, nello stesso preciso momento con lo scopo di favorire l’instaurazione di due governi tecnici guidati da uomini provenienti dalle medesime élite finanziarie. E’ stata una coincidenza?E’ Realtà? Fantasia? Miei cari Lettori, prendete ciò che vi scrivo come una semplice favola o un miscuglio di miei pensieri. I pensieri di una vecchia che ama i complotti… L’unica cosa che balza agli occhi è che chi non “funziona” o “fa paura” viene eliminato. Non importa con che mezzo, lecito o illecito, ma viene eliminato. Mah…

E’ un deja-vu che si riaffaccia alla memoria come una sciagura. Riassumendo in poche righe: Berlusconi (…ultimo Presidente del Consiglio eletto dai Cittadini e ultimo legittimo rappresentante del Popolo…) consigliato da Re Giorgio, lascia il posto a Monti; Monti lascia il postro a Letta; Letta lascia il posto a Renzi. Mi chiedo: non è che  Renzi affonda definitivamente l’Italia svendendola alla Merkel?  Il passaggio storico che stiamo vivendo nasce dal bisogno di cambiamento o è un percorso, che ci traghetterà, come pecore allo sbaraglio, verso un nuovo ordine globale, verso un regime che ci viene imposto illegalmente? Forse sono solo canzonette…

Detto questo, giusto per confrontare varie idee social-politik-complottistik, dopo aver letto il libro di Friedman vi suggerisco, inoltre, la lettura di “Governo Globale” di Enrica Perrucchietti.

EP21798666_10152016447974037_1390851664_n[…] Vorrei ricordare che in “Governo Globale”, pubblicato da Arianna Editrice un anno e un mese fa (gennaio 2013), Gianluca Marletta ed io parlavamo proprio di questo, ma andavamo ben oltre, perchè all’estero un personaggio come Webster Griffin Tarpley aveva ricostruito i possibili scenari dietro la caduta del governo Berlusconi. Ne aveva parlato persino il “Wall Street Journal”: si parlava di una “riunione” di banchieri a Wall Street, tenutasi l’8 febbraio 2010, di un attacco speculativo all’Italia eterodiretto e della complicità del solito George Soros, del ruolo di De Benedetti in tutto questo e molto altro ancora. E ovviamente del ruolo che avrebbero avuto Monti (ex Bilderberg, Trilaterale, ex Goldman Sachs, Bruegel, etc) e Passera (banchiere, europeista, ex uomo di De Benedetti) in tutto ciò. L’insediamento di Monti e Papademos nello stesso periodo e in condizioni simili… Ora guardate le date: febbraio 2010. E dovremmo stupirci che nell’estate del 2011 Napolitano sapesse che il governo Berlusconi aveva le ore contate? A Wall Street lo sapevano con un anno e mezzo di anticipo… Solo che un anno fa quando uscì Governo Globale (preceduto da una serie di articoli per ildemocratico.com pubblicati allora da Alessio Consorte) non ci calcolò (quasi) nessuno perché eravamo i soliti “complottisti”. […]

Non ho molto da aggiungere a ciò che ha detto Enrica, che seguo con affetto, stima e ringrazio di cuore.
Si sa che l’informazione “globale” viaggia a più velocità e ha differenti stratificazioni.
Io scelgo gli scritti di chi non è governato da lobby. Di chi guarda in faccia la realtà con viso pulito e desiderio di giustizia. E consiglio a chi mi legge di scegliere letture edificanti e complete come il saggio di Enrica. Starà a noi e al nostro buon senso scegliere da che parte stare e come rinforzare il bagaglio culturale che ci portiamo, come uno zaino infinito, sulle nostre spalle. Lasciamo correre i gattopardi. Lasciamo le macchie ai giaguari. La storia ci ha lasciato migliaia di moniti e migliaia di morti. Facciamo in modo di leggere per imparare chi siamo, e cosa siamo stati, e poter strappare, poi, le catene che ci tengono ancorati al suolo. Solo così ci potremo dichiarare Liberi.

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Alan Friedman – AMMAZZIAMO IL GATTOPARDO- Ed. Rizzoli p.300

Enrica Perucchietti – GOVERNO GLOBALE – Ed. Arianna p.326

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Per quel che mi riguarda Perucchietti 1 – Friedman 1

Palla al centro!

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Link:

http://www.alanfriedman.it/

http://www.enricaperucchietti.it/

Immagini: Google Immagini

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