“E’ SOLO UN ATTIMO…”…

“Sono solo i pensieri di una vecchia… una vecchia e la solitudine…”

…..Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade
 
Ho tanta
stanchezza
sulle spalle
 
Lasciatemi così
come una
cosa
posata
in un
angolo
e dimenticata
 
Qui
non si sente
altro
che il caldo buono
 
Sto
con le quattro
capriole di fumo
del focolare

UNGARETTI

11 thoughts on ““E’ SOLO UN ATTIMO…”…

  1. ....
    Qui, tra voli e sangue,
    dipinti sul mio cuore,
    è dolore,
    malincuore,
    che pur langue.

    Cerco nei sogni appesi,
    lontano il ricordo,
    che muto o sordo,
    d’un pensier in lacrima, contesi

    Sono solo pensieri,
    quelli di una vecchia,
    di ieri e l’altro ieri,
    che l’anima soverchia.

    Oltre quell’immagine in cui specchia,
    di tormento, mesta solitudine:
    è una vecchia
    e la sua inquetudine.

    Eran giorni di inverti passi.
    Voci, risa e moltitudine.
    Non consumavo attimo che io baciassi,
    quel volto caldo, con gratitudine.

    Io ero donna,
    e come donna amavo, sognando
    e vivendo.

    Io ero donna,
    e oltre il fuoco era passione,
    ardore:
    era amore!

    Io ero donna,
    come gli occhi amati
    e il pianto
    che d’amor compunto,
    al cuor eran chiamati,
    oltre e di solitudine una condanna.

    Io ero … ieri e l’oggi;
    ero amore, sorriso e pelle;
    ero cuore oltre gli oltraggi;
    ero gioia e sangue che repelle.

    Oggi sono
    e come un dono,
    gli ultimi pensieri addolciscono
    i momenti che, solitari, abbelliscono,
    le parole e, man mano, affievolicono
    il silenzio e il perdono,
    solitudine e abbandono.

    Sono, soltanto, i pensieri di una vecchia:
    Una vecchia e la solitudine.
    E’ solo un attimo e l’inquietudine
    che a finire, nel silenzio, di nero vestirà.

    L’ultimo canto,
    è l’usignuolo stanco.
    E’ solo un attimo,
    poi il nulla e il nulla più.

    n.r.

    Cordialità, mia Signora.
    Abbiate la nostra massima considerazione.
    Buona notte a Voi

    • Ninni… Ninni… Ninni…

      Quante volte alla luce d’un cielo scuro, si notano quei particolari che spesso ci si dimentica di vedere?
      Quante volte nel silenzio di un fremito di solitudine, nasce un astro? una carezza o un sospiro di quiete?
      Quante volte siamo vecchi e giovani oppure infanti, mischiati insieme.

      SEMPRE, anche se ancora non conosco tutte le sfacettature di questo cuore.

      Ma una cosa posso dirti Nipote amato; la solitudine, come tutti gli stati d’animo che punteggiano la nostra esistenza, ci portano a continuare a camminare in avanti, a salire quei gradini che sembrano invalicabili…

      Tutto è un attimo…. Un battito di ciglia

      Un filo che unisce e lega eternamente.

  2. PS: Leggo la poesia di Lord Ninni e ne sono affascinata.
    Le chiederò il permesso, Signora, se posso pubblicarla presso il mio Blog, utilizzando, se me ne da il permesso, le immagini contenute.
    Grazie.
    Con affetto

    Annelise

    • ANNELISE, mia adorata piccola cara…
      ma si che puoi mettere il testo di Milord Ninni nel tuo blog.
      Ne sono felice.
      Io credo a una cosa, le parole, gli scritti, gli attimi, sono di chi gli raccoglie.
      Ecco che lo scritto di Ninni diventa una carezza per un cuore che a volte si rabbuia.
      Lo scritto di Ninni diventa una manciata di stelle o di petali profumati.

      Annelise, prendi e porta con te anche uno dei miei abbracci più cari.

      P.S. (Non sono speciale, sono solo quello che mi detta il cuore…)…

  3. Cara Signora, non ho potuto fare a meno di leggerla e leggere tutta la sapienza e la dolcezza di una donna intelligente e colta.
    Le lascio questo pensiero, condividendo in pieno l’affetto per lei dimostrato da Lord Ninni, un uomo meravigliosamente compito, educato e forse fuori tempo con i nostri tempi attuali.
    Un vero gentiluomo.

    Le lascio il mio apprezzamento per il lavoro da lei svolto, anche con l’ausilio di “terze persone. (il saluto alla Sig.ra berta è d’obbligo).

    Condivido quanto scritto dalla mia amica e conoscente “Annelise Baum”:
    La sua naturale propensione alla cultura femminile e i versi di Lord ninni, sono un connubio irrinunciabile
    Mi auguro che questo commento (amerei definirlo una lettera) la trovi in buona salute e circondata da veri amici.

    Mi creda: la ammiro ed è ammirata dai molti e dai più.
    Buona giornata

    Lilli

    • Cara Lilli…
      Terrò questa tua lettera sul cuore;
      La userò quando il freddo diventerà pungente o quando il sole diverrà cocente.
      La trasformerò in musica o in coriandoli colorati.
      Negli attimi silenziosi e solitari, ho tutto.
      E tu fai parte di quel tutto.

      Ti lascio il mio abbraccio più caro.

      Con affetto.

  4. La bellezza della parola, la sua bestialità. La parola che fa fede alla passione interiore, che svela, che dona all’altro, che riempie a sè un vuoto di significato, che trascende e dà significato, che veste di luce un moto del cuore. La parola bruta, che uniforma, che livella, che riporta a formule, convenzioni, conformismi indiscussi, che nega, ma non è curiosa, è cieca di fronte al delicato velo che ricopre ogni anima.
    Ci sono delle grandi parole :libertà – solitudine – silenzio.
    Dentro ognuna di queste c’è un mondo che vorrebbe mostrarsi, un mondo in trasformazione, in perenne creazione e domanda, che vorrebbe essere detto per prendere consistenza a fianco e tutt’intorno a noi.E’ un mondo che non accetta compromessi, e che vuole essere rappresentato nella realtà e non nell’immagine, per quello che è, e quindi vuole il più grande rispetto della parola. Spesso la parola è volgare, non per i contenuti, ma perchè ne è priva; è ripetizione e adesione alla norma. Ma perchè per comunicare si pensa di doversi attenere alla norma, a quello che si crede che l’altro pensi sia normale? E in nome di questa normalità, – che non esiste- creiamo tutto un modo di comunicare conformismi, ai quali finiamo per credere noi stessi. E così viviamo immersi in una totale rappresentazione. Questo è uno dei tanti scherzi che riesce a giocarci quella strana macchina che è la nostra mente. La fedeltà a noi stessi, ci imporrebbe di immergerci nella nostra interiorità e di rispettare come sacre le parole che proferiamo.
    Le parole possono curare, le parole possono rovinare.
    Le parole sono una grande parte di noi , e tanto più si cresce, tanto più vanno usate con cautela, con pudore, con meraviglia di quello che possono portare alla luce.
    In definitiva con poesia.
    Dov’è la poesia ? Ce n’è tanta.
    Atteniamoci a quella, liberiamola dalla volgarità.
    Una parola grande come “libertà” non finisce mai di commuovere. Cosa significa? I significati sono tanti e diversi, ma già nel suono c’è un piacere segreto, c’è una musica, una emozione, che va un po’ trattenuta. C’è una indicazione, di una strada da seguire. E’ la stella polare di ogni percorso di crescita. Libertà….. e ciascuno , se si era perso, sa già un po’meglio cosa deve fare. E’ bello anche dire: io sono libera – io voglio essere libera. Non sempre, ma può far già stare meglio il pensiero di quella possibilità. Che poi è l ‘amore e l’attenzione verso il nostro specifico progetto esistenziale. E’ l’amore e l’attenzione verso il nostro sè, è il sentimento stesso del sè e di sè. C’è qualcosa che possa farci sentire meglio?
    Ci sono momenti in cui le parole, in poesia o in musica, mostrano e ci mettono in risonanza con il nostro sentire più profondo, e con lo spessore della realtà,che sono tra loro intrecciati. E’ come se traducessero ” verità ” che percepiamo a malapena, nascoste nelle solite cose di tutti i giorni, e facessero cogliere tutto ciò che c’è nel mondo delle cose, dei gesti, dei fatti, della vita. C’è tanto altro:energia, luce, vero, che non si può cogliere facilmente con i nostri strumenti percettivi, per cui non siamo preparati. Oppure siamo schermati dal vero, che si nasconde dentro ogni materialità, per non rimanerne abbagliati, e per coglierlo a piccole dosi.

    Il cuore
    Il cuore se “c’è” produce amore. Se non c’è, è assente, provoca un vuoto. MA è bene percepirlo fino in fondo: assoluta mancanza di senso, assoluta mancanza di sè, assoluta mancanza del sentimento di sè. E quindi isolamento.
    L’amore per sè (quella serena sensazione che vede il nostro corpo in danza con ciò che ha intorno nella espressione del sentimento interiore), porta di conseguenza all’unione verso il mondo. La sua mancanza provoca isolamento, io qui, il mondo là. Quindi perchè io?
    L’amore per sè va cercato, atteso,alimentato della propria storia personale, e piuttosto, se non c’è, vissuta la percezione di questa mancanza, la percezione di una emozione negativa di indifferenza, per sè e per tutto. Spesso causa di questa mancanza, è una sofferenza inconsapevole che ci impedisce di contattare il nostro sentire.
    Analogamente sul piano della coscienza, del pensiero: la conoscenza nuda e cruda del reale, noi inclusi, attraverso i sensi, è così relativa, parziale, transeunte, discutibile, che ci distanzia dalla realtà: ci fa sentire di nuovo: io qui, il mondo là.
    Questo mondo è così solo per noi, nel tempo e nello spazio, e neppure uguale per tutti, ma diverso.
    E per gli altri esseri viventi ?
    Che conoscenza ne hanno attraverso i loro sensi?
    Elevarsi ad un livello di coscienza superiore, che trascenda il reale. Questo è benefico. Sentirsi parte di una totalità, anelare ad una appartenenza, che già in parte la materia del nostro corpo dimostra: siamo fatti di atomi e molecole, e poi di cellule, apparteniamo al creato. Nessuno in particolare ci guida, ma tutto intorno a noi ci accompagna in questo momento del divenire, siamo coinvolti; non dobbiamo attestarci sul piano dell’io, che è “solo” per come la nostra coscienza lo sente, ma sul piano della grandezza del sè, dell’universale, che pure la nostra coscienza può conoscere.
    Siamo accompagnati, non siamo isolati; siamo piccoli, ma siamo anche grandi.
    Ma componendo insieme i due discorsi: questo passaggio dal particolare all’universale, si può fare solo con il cuore; e il passaggio dalla solitudine al sentimento di sè si può fare solo con l’aiuto di una coscienza allargata.
    Una visione del reale “materialistica”, distaccata, forte solo della esperienza dei sensi, è come un guscio vuoto; e va di pari passo con una visione del mondo “concretistica”, fatta solo di programmazioni, eventi, fatti e impegni.La nostra natura spesso ci fa scivolare ineluttabilmente verso questi estremi.
    Invece ciò che i sensi conoscono, va animato, va riempito di significato , va reso vivo, da quello che l’anima ci suggerisce, senso animistico del mondo, quindi spirituale, un tantino misterioso, indecifrabile.
    Non permettiamoci di vedere il reale come una mera -rappresentazione psichica- intesa nell’aspetto mentale, più razionale. E’ questo, senza dubbio, ma è anche altro. E così non permettiamo di rendere la nostra vita una pura sequenza progettuale di azioni, in cui siamo automi, banalmente ripetitivi, concediamoci di essere -ben altro- non per merito, ma perchè tale è il nostro destino.
    Anche se questo -ben altro- spesso è indefinibile, o inspiegabile, o poco conoscibile con la ragione, inesprimibile.
    Quando siamo nel mezzo del guado non perdiamo anche il “sale” della memoria: la memoria di ciò che c’è gia stato -oltre- dentro di noi: la fede al posto della noia, la speranza al posto della di-sperazione, il desiderio di vivere al posto della morte in vita.

    Un’ultima analisi: La ringrazio per la Sua gentilezza che, tramite lord Ninni mi giunge.
    nutrire un forte sentimento di stima comporta, inevitabilmente due vie.
    La prima. quella della stima, appunto.
    La seconda l’inevitabilità dell’associazione con “chi” promosse tale stima.

    Lei, Signora, è strettamente collegata a lord ninni (il dott. Raimondi).
    Lo si legge e lo si digerisce in ogni pié sospinto.

    le auguro ogni bene, associandomi, ovviamente, a quanto scritto e descritto dai Suoi lettori più in alto.
    Tali versi “i suoi”, ma anche quelli del Dott. raimondi, meritano o meriterebbero un accostamento più vasto.

    A lei dedicati, quei versi vivono di vita propria.
    Di che rimanere colpiti e gratificati.
    Tali espressioni, credo, non nascono in due minuti, ma neanche in due ore.

    Le auguro ogni bene e un sereno futuro.
    Lei è circondata di amici che la vogliono bene.

    Buona giornata.

    B.V.

    PickWick

  5. … Quante volte chiamiamo la Solitudine con i nomi più singolari, in attesa che ci risponda; in Preda a quella Febbre che ancora e ancora, può regalare le Ombre dei Ricordi e degli Istanti.
    Alla Luce dei giorni, ogni frammento trova il suo luogo di RiNascita … quel gesto che mancava da tanto e che, come una scintilla di piccolo fuoco; riecheggia nell’Anima e fotografa l’emozione stessa di esserci … di non scappare da ciò che si è.

    … “ lasciatemi così, come una cosa posata in un angolo e dimenticata “ …

    come se ci potesse dimenticare di un lembo di tappezzeria carezzata per anni e per anni sfiorata dalle piccole mani dei ricordi … o di una vecchia poltrona ormai logora, che riesce ancora a rievocare attimi di dolcezze e di debolezza, come a rimarcare l’eco di un messaggio nascosto al vento, ma non al cuore.

    Mia Cara Emilia,
    La Vita non è solo un passo dietro l’altro e nemmeno una serie di sogni … e nelle sere di questo inverno, quando l’aria è più fredda di ieri; ancora riesco a ringraziare il Silenzio e la Notte, certo; manca tutta una serie di parole che non ne vogliono sapere di creare la meraviglia del sentimento puro ed in questo mare, stupisco solamente quella parte che di me lascia il bianco, per la pacatezza del tempo trascorso.

    Mi piace il tepore di quell’azzurro
    che non mi abbandona

    Mi piace l’asprezza dei frutti
    e la scia di ogni piccola morte

    Mi piace la guancia opaca della nebbia
    e quelle sue lacrime
    di vapore invisibile

    Mi piace essere qui ad apprezzare questa Musica che si compone di tanti Accordi e di tanti Volti.

    Grazie per ciò che ho letto e per le Emozioni.

    I Miei Rispetti
    Ni’Ghail

    Slàn

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