“JAPAN MEMORIAL”

11-3-2011 / 11-3-2012

 

2 thoughts on ““JAPAN MEMORIAL”

  1. UN RICORDO ALLE VITTIME.

    ***********

    http://qn.quotidiano.net/esteri/2012/03/11/679121-giappone-terremoto-tsunami-fukushima-un-anno-fa.shtml

    Tokyo, 11 marzo 2012 –

    Alle ore 14.46 locali (le 6.46 in Italia) il Giappone si è fermato in un minuto di silenzio e di emozione nazionale, a un anno dalla triplice catastrofe dell’11 marzo 2011: il terremoto di magnitudo 9, il devastante tsunami e la crisi nucleare di Fukushima, la peggiore da Cernobyl.

    L’imperatore Akihito, con la consorte Michiko, partecipa alla cerimonia ufficiale voluta dal governo presso il Teatro Nazionale di Tokyo, cui è presente il premier Yoshihiko Noda con il suo esecutivo.

    Cerimonie si sono tenute in tutto il Paese e soprattutto nel Tohoku, l’area a Nordest del Giappone devastata dalla forza dello tsunami che ha superato i 40 metri di altezza, ad esempio, sulla costa di Ofunato, città della prefettura di Iwate.

    Proprio le proteste contro l’atomo a uso civile hanno segnato la giornata, con appuntamenti in numerose città e località del Giappone, a partire da Koriyama e Fukushima, entrambe nella prefettura a più rischio contaminazione.

    A Tokyo, nel centrale Hibiya Park, si sono riunite diverse migliaia di persone, prima di dare vita a una catena umana anti nucleare per ‘circondare’ i vicini palazzi governativi.

    IL GOVERNO SAPEVA DA SUBITO DEI RISCHI NUCLEARI – Il governo giapponese fu avvertito della possibile catastrofe nucleare alla centrale di Fukushima poche ore dopo lo tsunami che colpì il paese a seguito del devastante terremoto dell’11 marzo scorso: è quanto riferisce oggi la stampa locale, alla vigilia del primo anniversario del disastro.

    Secondo quanto si è appreso, una riunione di emergenza del governo fu organizzata quattro ore dopo l’allarme alla centrale per valutare i rischi: “Se la temperatura del reattore continuerà a salire nelle prossime otto ore, ci sarà la possibilità della fusione del nocciolo”, fu spiegato, secondo la ricostruzione emersa oggi.

    L’allarme, dunque, fu lanciato nella prima vera riunione di emergenza presieduta dall’allora primo ministro Naoto Kan. Ma il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Yukio Edano, negò per settimane in pubblico che fosse emerso il rischio di fusione alla centrale nucleare. Una linea che il governo, poi, sposò per mesi assieme alla Tokyo Electric Power (Tepco), la società incaricata della gestione di Fukushima.

    UN ANNO ORRIBILE – Per il Giappone è stato un anno orribile. I dodici mesi seguiti al’11 marzo 2011, 14.45 locali, quando si produsse nel Pacifico un devastante terremoto con conseguente tsunami che spazzò via la costa nord-orientale nipponica, sono stati difficili, pesanti, anche per l’incertezza prodotta dall’evoluzione del più duraturo dei danni collaterali del sisma/maremoto: l’incidente nucleare di Fukushima.

    I giapponesi hanno un’espressione che indica il loro atteggiamento di fronte alle situazioni che non possono essere controllate. “Shikata ga nai”, non c’è nulla da fare, indica non la rassegnazione, ma la consapevolezza che ci sono forze più grandi che vanno al di là delle possibilità umane di indirizzare la catena degli eventi. Un fatalismo probabilmente forgiato proprio nell’esperienza della continua tensione tra uomo e natura in un paese tra i più instabili al mondo dal punto di vista geologico.

    La risposta a eventi naturali devastanti, come s’è potuto vedere nell’anno trascorso, è di frenetica attività per ricostruire, rinnovare, tornare a vivere. E frenetico è stato il lavoro messo in campo dal governo per togliere la quantità enorme di detriti e macerie prodotte dallo tsunami. Molte infrastrutture sono state già rimesse in piedi, l’ultimo rapporto del Fondo monetario internazionale (Fmi) prevede per il Giappone quest’anno una crescita del prodotto interno lordo (Pil) dell’1,7 per cento. Una performance notevole per un paese che non ha ancora finito di contare le vittime – s’aggirano attorno a 20mila – e che è in piena crisi energetica a causa dell’effetto della catastrofe sulle centrali nucleari, non solo quella di Fukushima.

    Eppure la via di una ripresa completa è ancora lunga. “Quel che è stato ottenuto in un anno è straordinario”, ha ammesso Patrick Fuller della Croce rossa internazionale. Ma “il processo di ricostruzione e di rivitalizzazione dell’economia richiederà anni”. Nei giorni del disastro, il governo si trovò a dover affrontare un’immane tragedia umanitaria. Circa 470mila persone furono evacuate in centri temporanei. Secondo dati forniti dall’Ambasciata nipponica a Roma, a gennaio c’erano ancora 687 persone in questi centri. Gli altri sono stati spostati in casette temporanee. Per la Croce rossa si tratta di 125mila famiglie.

    Ci vorrà tempo per la normalità. Forse ancora più tempo per guarire le ferite dell’anima di chi ha vissuto la traumatica esperienza di perdere i propri cari, la casa, il lavoro, la propria intera città. Non stupiscono i risultati di uno studio ufficiale, diffuso dal governo nipponico, per il quale nel 2011 è stato registrato un aumento del già alto numero di suicidi. Le statistiche della polizia affermano che nel 2011 i suicidi sono stati 30.651. A impressionare, in particolare, è il dato di maggio 2011: 3.375 suicidi, con un incremento del 20 per cento rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. A contribuire a questo incremento di morti volontarie, particolarmente marcato tra i trentenni, è stato apparentemente un “sentimento di ansia diffuso in seno all’intera società giapponese dopo la catastrofe”.

    Comunque il Giappone ha ripreso a camminare. “Japan is back”, ha detto l’ambasciatore nipponico a Roma, in inglese, parlando di fronte al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il Giappone è ripartito, anche grazie alla solidarietà internazionale che si è concentrata sul paese del Sol Levante.

    Aiuti di tutti i tipi sono confluiti. Addirittura un paese da decenni in guerra come l’Afghanistan ha inviato 50mila dollari, come gesto quanto meno simbolico di vicinanza. L’Italia ha mandato un team della Protezione civile, mentre istituzione pubblica e tantissimi privati si mobilitavano con iniziative di tutti i tipi.

    Un discorso a parte vale per Fukushima, che resta il grande punto interrogativo sul futuro del Giappone stesso. Mentre il sisma/tsunami è stato certamente un disastro naturale, quello di Fukushima è stato un disastro provocato dall’uomo. La vecchia centrale s’è dimostrata mal progettata rispetto al rischio di tsunami e le procedure si sono dimostrate inadeguate. La mancanza di comunicazione tra il governo e la Tokyo denryoku (Tepco), operatore della centrale, ha contribuito probabilmente a creare ulteriore confusione nei giorni del disastro.

    Ormai – a dire di Tokyo – la situazione dei reattori è sotto controllo. Il 16 dicembre 2011 è stato dichiarato lo stato di spegnimento a freddo dei reattori coinvolti nel drammatico incidente e le autorità nipponiche assicurano di essere in grado di tenere il livello di emissioni di radiazioni basso anche in caso di nuovo incidente. Le restrizioni alle importazioni di prodotti alimentari giapponesi, adottate dopo l’incidente di Fukushima, sono state abolite in alcuni paesi, mentre altri mantengono restrizioni simili a quelle in vigore nel Giappone stesso. Tuttavia, permane una zona di esclusione di 20 km, off limits per la popolazione civile e, per considerare chiuso l’incidente, ci vorranno probabilmente anni.

    L’incidente di Fukushima ha portato, nel mondo, a un’ondata di ripensamento sull’energia nucleare. In Italia ha probabilmente contribuito alla vittoria referendaria degli anti-nuclearisti la scorsa primavera, mentre la Germania ha indicato di voler uscire dal nucleare. Anche il Giappone in quest’anno ha dovuto rimettere in discussione la sua politica energetica.

    Il Sol levante traeva prima dell’incidente il 30 per cento del proprio fabbisogno energetico dal nucleare. Dopo Fukushima, molte centrali sono andate fuori uso e nel paese s’è diffusa una maggiore consapevolezza dei rischi dell’atomo. “L’11 marzo ha sconvolto il Giappone fin dalle radici della sua identità del dopoguerra”, ha detto l’economista esperto in questioni energetiche Takeo Kikkawa al New York Times. “Noi eravamo il paese che ha sofferto Hiroshima e Nagasaki, ma abbiamo dimostrato d’avere una tecnologia superiore e una capacità tecnocratica di controllare questa terrificante energia per il pacifico progresso economico. Gli incidenti nucleari erano cose che accadevano in altri paesi”. Questo si pensava, sbagliando.

    E tuttavia l’idea del governo nipponico, ancora oggi, è che dell’energia nucleare ci sia necessità. Dopo che il primo ministro dell’epoca del disastro, Naoto Kan, aveva dato una forte accelerazione verso il superamento del nucleare, il capo del governo a lui succeduto, Yoshihiko Noda, ha tirato decisamente il freno a mano. Oggi, di fronte alla crisi delle centrali nucleari, molte delle quali sono ferme, chiede che ripartano al più presto possibile, pur aggiungendo la postilla che lo dovranno fare sulla base dell’accordo con le comunità locali. Che non sarà facile da ottenere.

    LA SCHEDA – Di seguito i dati principali relativi al sisma, il successivo tsunami e la catastrofe della centrale nucleare giapponese di Fukushima, alla vigilia del primo anniversario del disastro, avvenuto l’11 marzo scorso.

    SISMA Venerdì 11 marzo 2011, 14.46 ora locale (le 6.46 in Italia) – magnitudo 9, epicentro nell’Oceano Pacifico, a una profondità di 24 km sotto il fondale.

    TSUNAMI Allarme lanciato tre minuti dopo il sisma – altezza dell’onda anomala: oltre 15 metri in alcuni punti della costa.

    BILANCIO DELLE VITTIME 15.846 morti accertati (al 7 febbraio 2012) – 3.317 dispersi – 6.011 feriti – nessun morto o disperso causato dalle radiazioni dovute all’incidente di Fukushima.

    SFOLLATI Persone distribuite per tutto il Paese – 52.882 alloggi provvisori costruiti.

    DANNI MATERIALI Edifici totalmente distrutti – 916.883 edifici danneggiati in parte – 22 milioni di tonnellate di detriti nelle tre prefetture maggiormente colpite.

    AIUTI Paesi hanno fornito aiuti umanitari, medici o tecnologici.

    RICOSTRUZIONE Il governo giapponese ha approvato quattro stanziamenti per la ricostruzione dall’aprile del 2011 al marzo del 2012, per un totale di oltre 200 miliardi di euro.

    ARTICOLO DI : http://qn.quotidiano.net/esteri/2012/03/11/679121-giappone-terremoto-tsunami-fukushima-un-anno-fa.shtml

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

"UN TE' A PALAZZO D'INVERNO"

" Съ нами Богъ! - Con Noi Dio! "

Ultima spiaggia dei sogni

Amico mio se vuoi arrivare alla meta che ti sei prefissato non devi correre, ti basterà fare un passo dopo l’altro con calma meditata.

Stefano Santachiara

Giornalista d'inchiesta

Vietato calpestare i sogni ©ELisa

Se i tuoi sogni dovessero volare più in alto di te,lasciati trasportare.Almeno nella fantasia, non poniamoci mai dei limiti.

agoresblog

Ogni pensiero è libertà

pensierifusi

Un posto dove scrivere

Frank Iodice

Articoliliberi, Creative Writing, Incipit, Literature, Poems, Short Stories.

sguardiepercorsi

Immagini e riflessioni sulla vita quotidiana

∞ L' Eco del Vento ∞

♥ by Laura ♥

Suoni e Passioni

Siamo Musica

Quarchedundepegi's Blog

Just another WordPress.com weblog

TeleradioNews ♥ il tuo sito web - qui trovi in prevalenza Italy/World News

«Se un uomo non ha coraggio di difendere le proprie idee, o non valgono nulla le idee o non vale nulla l’uomo» (Ezra Weston Loomis Pound)

Trip or Treat?

Viaggi, tatuaggi, pensieri e fotografie di Cabiria, una fissata con l'Asia, che ogni tanto scappa anche a Ovest.

Alchimie

Bramo l'arte e la storia. La bellezza miro.

slowforward

entropia gratis

attentialconiglio

anche i conigli mordono

L'emporio circolare

"Costa meno fatica stare a detta, che non il giudicare d'ogni cosa con il proprio giudizio." Frusta Letteraria, 1830

Bruce

Non è ciò che non sai che ti mette nei guai. È ciò di cui sei sicuro e che non è come credi.

Keypaxx

Vita, storie e pensieri di un alieno

I camosci bianchi

Blog di discussione sulla montagna, escursionismo, cultura e tradizioni alpine

Le trame incompiute

qualcosa di me

Solo i sogni sono veri...

Let yourself daydream... Agree with your imagination...

An Angel in the City

il blog di Harielle

Un po' di mondo

Semplicemente un piccolo blog...

Stato Mentale

Racconti, riflessioni e altre inezie

Eric E Photo

Nature Inspired: Thoughts & Images

fashionarchaeology

digging deep into the history of dress

Michele Sorice

Innovazione Democratica | Comunicazione Politica | Partecipazione

See Norway - Se Norge

'Nature' looks best in large doses !

il lunedì degli scrittori

dopo i poeti della domenica, viene il lunedì degli scrittori o gli scrittori del lunedì, ma anche poeti. ma morta lì. niente santi, né navigatori. cioè, quelli del web sì, intendevo navigatori...insomma, fate voi. questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7-3-2001. le immagini e video qui inserite sono nella maggior parte tratte da internet; se qualche immagine e video violasse i diritti d'autore, comunicatemelo in un commento alla predetta immagine.

1000 Valvole

L'esperimento del fumetto indipendente

Affy

a fine binario

Viaggio in Progress

Il blog di viaggi di Tina Di Benedetto

LA BOTTEGA DELL'ANIMA

Chi semina amore raccoglie felicità - William Shakespeare

"La Toscana. Lucca. Il Mare. Dall'Aperitivo al Ristorante"

di Riccardo Franchini. Ristorante Lucca. Aperitivo Lucca. Ristorante Livorno. Aperitivo Livorno. Ristorante Firenze. Aperitivo Firenze. Ristorante Pisa. Aperitivo Pisa. Ristorante Viareggio. Aperitivo Viareggio. Ristorante Forte dei Marmi. Aperitivo Forte dei Marmi.

cristina bove

versi in transfert

b å m snapped

//explore your creativity

Barbara Picci

Il blog di Barbara Picci

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: