“TITANIC 100” Prima Parte

“TITANIC 15 Aprile 1912- 15 Aprile 2012”

Sono passati “cento” anni, e ancora se ne parla. Erano le 2:20 del 15 aprile quando la più bella, la più lussuosa nave da crociera, vanto dell’ingegneria navale inglese, considerata ‘inaffondabile’ si inabissò dopo il tremendo impatto con in iceberg, nelle acque dell’Oceano Atlantico, al largo delle coste canadesi, 400 miglia a sudest della costa di Cape Race (isola di Newfoundland, Canada),  a sud di Terranova. È un secolo che è là sotto, a 12.500 piedi di profondità, che equivalgono a circa 3800 metri. Ma ci è voluto un bel pezzo di quel secolo, e di storia della tecnologia, prima di capire dove si era inabissato, e come fare per poterlo vedere, e forse un giorno riportare alla luce.  

Nel 1985  il grande “signore dei mari”, addormentato nel fango del fondale marino, viene risvegliato dal un giovane Robert  Ballard, e dall’equìpe di oceanografi francesi ed americani. L’esplorazione che seguì consentì uno studio approfondito dello scafo: le sostanze organiche come i cibi e i corpi furono eliminate dagli organismi marini, mentre le ossa furono dissolte dal lungo tempo in permanenza nell’acqua salata. Un’altra spedizione più commerciale che scientifica, consentì di riportare in superficie diversi pezzi tra cui porcellane, attrezzature della nave e gli effetti personali dei passeggeri come i loro capi di abbigliamento o altro, rimasto intatto per più di 80 anni sul fondale marino. 

Con questo post, voglio ricordare tutte le persone che nella notte tra il 14 e il 15 Aprile 1912 persero la vita nelle gelide acque dell’oceano Atlantico. Inoltre, vi voglio portare con me in questo viaggio suggestivo e commovente,lungo 100 anni. Un viaggio fatto di ricordi intensi e ricchi di fascino.

 *CARATTERISTICHE  TECNICHE DEL  “TITANIC”

 CARATTERISTICHE
Messa in Cantiere: 31 Marzo, 1909
Varata: 31 Maggio, 1911
Viaggio Inaugurale: 10 Aprile, 1912
Lunghezza: 269.07 metri.
Stazza lorda: 46.328 tonnellate.
Stazza netta: 21.831 tonnellate.
Capacità totale: 3547 passeggeri ed equipaggio, a pieno carico.
Ponti: 9 in tutto (contando l'”orlop” ponte) i ponti della nave,
   A,B,C,D,E,F,G e sotto G la sala caldaie. 346.99.168
Travi: 28 metri.
Altezza: 18,392 m dalla linea di galleggiamento al ponte scialuppe,
53,2 m dalla chiglia alla cima dei fumaioli.
Draft: 18,088 m.
Motori: 2 a 4 cilindri ognuno, tripla espansione, azione diretta,
motori invertiti: 30,000hp 77 rpm. 1 turbina Parsons a bassa pressione: 16.000hp 165rpm.
Eliche: 3; Turbina centrale (4 pale): 6,3m ; Laterali (3 pale): 6,3m
Caldaie: 29 (24 doppie e 5 singole).
Fornace: 159 provvedevano al totale riscaldamento della superficie di 43.819,168 mq.
Pressione vapore: 215 P.S.I.
Compartimenti stagni: 16, estesi fino al ponte F.
Le catene dell’ancora del Titanic erano enormi. Ogni anello pesava 175 pounds.
Argani scialuppe: 14 doppia azione di Welin e Murrays con ingranaggio di sgancio.
Scialuppe di salvataggio: 20 in totale come segue:
   14 scialuppe in legno con una capacità di 65 persone ognuna.
   2 in legno con una capacità di 40 persone ognuna.
   4 scialuppe pieghevoli Englehardt con una capacità di 47 persone ognuna.
Capacità totale delle scialuppe: 1,178 persone.
Sistemi galleggianti per persone: 3560 giubbetti salvagenti e 49 salvagenti.
Carburante necessario: 825 tonnellate di carbone al giorno.
Consumo d’acqua: 63.603,4 l di acqua fresca al giorno.
Velocità massima: 23 nodi.

 

 

 

 

 

 

Dalla linea di galleggiamento in su il Titanic si imponeva su tutti gli edifici dell’epoca. Su di esso erano posti tre fumaioli a quali ne fu aggiunto un quarto che aveva la sola funzione di convogliare i fumi delle cucine e delle cambuse, ma soprattutto doveva dare un’immagine di mastodontica potenza. Era la più grande macchina semovente mai costruita. Le grandiosi dimensioni e la complessità della nave emergono da un aneddoto del secondo ufficiale Lightoller, infatti sul lato di dritta a poppa via c’era la porta di un passaggio grande tanto da poterci passare con un carro trainato da un cavallo, ma tre ufficiali nel corso dei preparativi impiegarono una giornata per riuscire a capire come fare ad arrivarci.  Il piroscafo fu progettato per essere la miglior rappresentazione delle moderne tecnologie in fatto di sicurezza. Aveva una doppia carena realizzata con lastre d’acciaio di 2,5 cm di spessore e un sistema di 16 compartimenti stagni, sigillati da pesanti porte che potevano essere chiuse in 25 secondi tramite un interruttore situato sul ponte di comando o addirittura automaticamente tramite sensori elettrici che potevano individuare la presenza di acqua in sentina.

In realtà la nave venne studiata in modo che andando a sbattere frontalmente con un ostacolo con le macchine a tutta forza non sarebbe affondata neanche se con 4 compartimenti allagati. Lo stesso progetto era stato applicato 50 anni prima sul Great Eastern, ma l’intero progetto prevedeva un’altra serie di paratie (pareti stagne) da inserire longitudinalmente per dividere la carena da poppa a prua fino altezza del soffitto del ponte, ma questo avrebbe reso difficili le operazione di movimento a bordo. Da tutte queste caratteristiche la stampa ne dedusse che si poteva parlare di una nave “inaffondabile”, qualità assolutamente presunta che non fu mai rivendicata ne dai cantieri Harland & Wolff e tantomeno dalla White Star Line, tanto che le compagnie di assicurazioni abbassarono le tariffe a copertura del rischio di affondamento.

*LA STORIA

La storia del Titanic iniziò nel 1907, quando fu decisa la realizzazione di tre grandi e lussuose navi gemelle, l’Olympic, il Titanic e il Gigantic (a quest’ultimo, dopo la catastrofe del Titanic, venne cambiato il nome in Britannic). I lavori di costruzione iniziarono verso la fine del 1908 nel più grande cantiere navale di Belfast, Harland & Wolff. In circa due anni, nel maggio 1911, il Titanic fu varato e dopo dieci mesi completato: un tempo di costruzione record per l’epoca.
Come noto, il Titanic lasciò l’Europa alla volta di New York l’11 aprile 1912 e affondò solo pochi giorni dopo, il 14 aprile, dopo aver urtato un iceberg.
Oggi la dinamica dell’affondamento appare chiara anche se non sono mancate ipotesi di ogni genere, comprese quelle più fantasiose. La nave “più sicura del mondo”, in realtà, non aveva sufficienti scialuppe di salvataggio, non aveva adeguati compartimenti stagni e il personale non era addestrato per gestire l’emergenza. Mancava, perfino, un sistema di altoparlanti interni e segnalazioni d’allarme per avvisare i passeggeri in caso di pericolo. Oggi sembra inaudito, ma all’epoca, era sufficiente che una nave avesse scialuppe di salvataggio solo per un terzo dei passeggeri. Nel Titanic, inoltre, molte scialuppe non furono inserite perché “avrebbero rovinato l’aspetto” della nave, visto che i costruttori e gli armatori erano convinti che non sarebbero mai servite.
Il Titanic, infatti, era considerato uno dei risultati eccellenti del positivismo tecnico di matrice ottocentesca: era esageratamente grande, lussuoso, c’erano saloni arredati imitando antiche dimore patrizie, colonne dorate, pannelli in legno pregiato e inserti di madreperla. Non mancava una piscina coperta, la palestra, il bagno turco, saloni di svago, bar, salotti… ovviamente solo per i passeggeri di prima classe.
Con a bordo molti emigranti irlandesi nella terza classe fiduciosi di cominciare una nuova vita in America, il Titanic salpò da Queenstown, Co. Cork, l’11 aprile 1912, quasi senza aver fatto complete “prove in mare” per la fretta che avevano gli armatori di battere la concorrenza. Il comandante Edward John Smith, infatti, aveva dato ordine di spingere le macchine al massimo nel tentativo di attraversare l’Atlantico in tempi record.
Per un paio di giorni la navigazione fu regolare e, per l’epoca, molto veloce.
Domenica 14 aprile 1912, la stazione radio di bordo ricevette numerose segnalazioni che riferivano la presenza di iceberg vaganti lungo la rotta, assai frequentata da navi passeggeri e da trasporto.
In serata la navigazione procedeva regolare, il mare era tranquillo, mancava la luna ma la visibilità era ottima, il cielo era limpido e stellato. Alle ore 23,40 le vedette, che per la fretta di partire non erano dotate di adeguati cannocchiali, avvistarono a occhio nudo un enorme iceberg dritto di prora e lanciarono l’allarme. William Murdoch, ufficiale di guardia, ordinò l’indietro tutta e una virata ma la nave era troppo veloce – circa 22 nodi – e l’ostacolo era a poco meno di cinquecento metri di distanza. Il proposito, allora, fu quello di passare a sinistra dell’iceberg, sfiorandolo con il fianco destro; invece, si ottenne il tragico risultato il Titanic cozzò contro la massa di ghiaccio che ne squarciò il fianco per una novantina di metri su una lunghezza complessiva di circa 270 metri.
Il Titanic aveva 16 compartimenti stagni e sarebbe stato in grado di navigare con quattro compartimenti allagati ma l’iceberg squarciò la carena interessando sei compartimenti, fatto non previsto dai progettisti.

Alle ore 00,15 del 15 aprile 1912, venne lanciato l’SOS (recente innovazione per l’epoca) ricevuto da molte navi, la più vicina delle quali, il Carphatia, era a quattro ore di navigazione.
A questo punto iniziò la raccapricciante agonia della nave: il Titanic iniziò ad imbarcare acqua nei compartimenti di prua inclinandosi in avanti e sollevando la poppa. La nave si inclinò sempre di più e la tremenda pressione esercitata fece sì che, dopo essersi spente le luci, lo scafo si spezzasse in due tronconi: la parte di prua, più pesante, affondò subito e poco dopo toccò alla parte di poppa, che prima tornò al suo posto, poi si innalzò verticalmente per inabissarsi, infine, nelle buie acque. Le persone che affondarono con la nave e quelle che furono trascinate dal suo risucchio si suppone siano morte quasi subito, mentre le altre che, indossando i giubbotti di salvataggio, riuscivano a restare a galla morirono di ipotermia dato che la temperatura dell’acqua si aggirava tra gli 0° e i 2° C.
Il Carpathia arrivò sul luogo del disastro alle 4,00 e trovò una tragica calma piatta, le scialuppe con i 705 superstiti e il mare disseminato di corpi che galleggiavano. Le vittime furono 1518.

*IL VIAGGIO

L’inizio del viaggio fatale risalì al 10 aprile 1912 quando, dal porto di Southampton, il TITANIC, trainato da sei rimorchiatori, iniziò lentamente  a muoversi; il lungo fischio della sirena,  sancì questo momento.
Assomigliava a un  ululato roco e  sinistro, che per molte persone, sembrò un cattivo presagio.
Infatti, piccoli e strani episodi, accaddero prima e durante la partenza del TITANIC:
In quel periodo la Gran Bretagna fu investita da uno sciopero del carbone, iniziato nel gennaio; ad aprile lo sciopero fu quasi al termine, ma per permettere al TITANIC di partire fu necessario far prelevare il carbone necessario per l’accensione dei motori dalle navi circostanti: l’Oceanic ed il Majestic della White Star Line ed il New York, il Philadelphia, il St. Louis ed il St. Paul dell’American Line; per questo motivo alcuni passeggeri delle suddette navi vennero smistati sul TITANIC.
A mezzogiorno in punto la nave fu pronta a partire. Mentre stette per venire ritirata l’ultima passerella, otto fuochisti iscritti come membri dell’equipaggio si precipitarono all’imbarco dopo essersi attardati in un pub. Tre di loro riuscirono ad arrivare a bordo, ma gli altri furono bloccati dal transito di un treno passeggeri e giunti sulla banchina, l’ufficiale di guardia stabilì che non vi fu più tempo per farli salire. Dopo qualche scambio di vedute i marinai si allontanarono, rammaricati per le due settimane di paga perdute.
Il TITANIC cominciò a muoversi nel fiume Test: la massa d’acqua spostata dalla nave fu tale che, il transatlantico New York, ormeggiato di fianco all’Oceanic, dal risucchio, dovuto alle poderose dimensioni del TITANIC, derivò di poppa verso quest’ultimo.
Il Capitano Smith e George Bowyer ordinarono di fermare l’elica centrale e di mettere le eliche esterne indietro tutta. Il rimorchiatore Vulcan si mise tra le due navi, lanciò delle cime sul New York: le due navi si fermarono a soli tre metri di distanza. Appena il TITANIC arretrò un poco, il rimorchiatore trascinò il New York dietro all’angolo della banchina nel fiume Tichen.
Questa mancata collisione, fu da molti vista come un brutto segno ed alcuni tra i più superstiziosi passeggeri videro in questo episodio una sorta di presagio e l’episodio tardò di poco la partenza del TITANIC. 

Tutti questi piccoli episodi, furono una casualità o furono il triste presagio per quello che sarebbe successo qualche giorno dopo?

Durante il suo viaggio inaugurale (da Southampton a New York, via Cherbourg e Queenstown), alle ventitrè e quaranta della sera del 14 aprile del 1912, di cento anni fa, il Titanic, orgoglio della compagnia White Star, urtò contro un enorme iceberg a largo delle coste del Nord America. Meno di tre ore dopo, circa alle due e mezzo, spezzata in due tronconi, la nave dei sogni s’ inclinò a prua e iniziò ad affondare. A bordo c’ erano 2223 passeggeri più l’equipaggio. Era un gioiello della tecnica, il Titanic: illuminazione elettrica, motori a turbina, alimenti sufficienti per risollevare una nazione di media grandezza da qualunque carestia. Non c’ erano binocoli e le scialuppe bastavano per poco più della metà del carico. Secondo i test, il Titanic avrebbe dovuto restare in superficie, anche se fossero stati allagati due dei suoi tre scomparti. Avrebbe dovuto essere inaffondabile e invece morì senza opporre alcuna resistenza.
Nel naufragio persero la vita 1518 dei 2223 passeggeri imbarcati compresi gli 800 uomini dell’equipaggio. L’evento suscitò un’enorme impressione nell’opinione pubblica, e portò alla convocazione della prima conferenza sulla sicurezza della vita umana in mare.
Una delle immagini che m’impressionano maggiormente nella tragedia del TITANIC fu la morte di più di 1500 persone nelle gelide acque dell’Atlantico

Ma facciamo una breve cronistoria di quel maledetto giorno.

14 aprile: Domenica – Durante il giorno ricevette 7 avvertimenti di ghiaccio. I rapporti arrivarono dalle imbarcazioni  Caronia, Rappahannock, Baltic, Amerika, Noordam,  Californian e Mesaba. La rotta del TITANIC seguì l’Outward Southern Track, un “corridoio” concordato e seguito dalle navi di linea in quella stagione: ed infatti, nelle vicinanze incrociarono almeno altre 30 navi. L’armatore Joseph Bruce Ismay ed il Capitano Edward John Smith non sembrarono preoccuparsene.
Alle 21:20 il Capitano Smith si ritirò per la notte. All’ufficiale di guardia, Charles Lightoller disse: “Se vedete qualcosa di strano avvisatemi”. Fu una notte senza luna, freddissima, vi fu solo una leggera nebbia ed il mare fu piatto: nessuna increspatura che poté rivelare a distanza la presenza di masse di ghiaccio.
Alle 23:40 le vedette Lee e Fleet lanciarono l’allarme: “Iceberg dritto di prua!”. Il primo ufficiale William Murdoch ordinò al timoniere Robert Hitchens: “Indietro tutta, barra a dritta”. La nave iniziò lentamente a virare, ma l’ostacolo fu appena a 450 metri. Per dieci secondi la lama di ghiaccio “segò” la fiancata: un taglio lungo 90 metri. Molti passeggeri dormirono e non si accorsero di nulla. Altri furono svegliati. Il danno fu irrimediabile, lo si vide immediatamente: dieci minuti dopo la collisione nei compartimenti a tenuta stagna, l’acqua ebbe raggiunto già i 4 metri. Thomas Andrews, della Harland & Wolff, capì che il TITANIC fu ferito mortalmente.

15 aprile 1912 – ore 00:15 – Il TITANIC lanciò la richiesta d’aiuto: il C. Q. D. (venite, presto, pericolo) e poi l’S.O.S., da poco introdotto. Il segnale fu ricevuto da diverse navi (ma non dal vicinissimo Californian, il cui unico telegrafista se n’era andato a dormire) e da Terranova. I telegrafisti trasmisero anche il punto nave, che però fu non esatto.
Ore 00: 25 – Il Capitano Smith ordinò di mettere in salvo anzitutto donne e bambini. Cominciò una notte di terrore, d’eroismi e vigliaccherie.
Ore 02:17 – L’ultimo segnale radio; il Capitano Smith disse al suo equipaggio: “Ogni uomo pensi a se stesso”.
Ore 02: 20 – All’estremo, sulla poppa, fra centinaia e centinaia di persone terrorizzate, l’orchestra intonò “Nearer, My God, To thee”, Più vicino a te o mio Dio. Si udirono gli stridii della lamiera, un fumaiolo cadde sfracellando alcune persone, la nave si spezzò in due tronconi. Le luci della nave si spensero. La sezione di prua affondò e subito dopo toccò a quella di poppa. Centinaia di persone in acqua morirono lentamente d’ipotermia. Solo 705 persone, imbarcate sulle scialuppe, sopravvissero, mentre 1518 persone, tra cui molti bambini, morirono.

*LE CAUSE DI MORTE

Delle 1518 vittime conosciute nell’affondamento, soltanto 330 corpi furono recuperati: tranne  pochi casi, dove un’altra causa della morte fu conosciuta, nel 1912 le autorità stabilirono come causa di morte “annegamento”. Interessante sarebbe conoscerne realmente i diversi scenari, causa di morte di queste persone: le mie ovviamente sono delle pure congetture.

ANNEGAMENTO – L’annegamento, fu comunemente attributo come causa di morte relativa all’affondamento del TITANIC: in realtà uccise molta gente, la maggior parte delle quali morì all’interno della nave. Cito come esempio quello dei 5 impiegati postali piuttosto di quello degli addetti alle sale macchine, morti sicuramente ben prima dell’affondamento.

IPOTERMIA – La causa di morte della maggior parte delle persone fu dovuta ad ipotermia. Quando la temperatura del corpo umano va sotto i 35 gradi, il fenomeno dell’ipotermia è in agguato: gli organi interni cominciano ad interrompere le loro funzioni vitali e la morte avviene velocemente. Nelle fredde acque dell’Atlantico, con una temperatura di -2°, gli individui più sani probabilmente resistettero massimo una quindicina di minuti, mentre i più giovani e gli anziani resistettero molto meno. I superstiti del pieghevole B riuscirono a sopravvivere soltanto perché dovettero impegnarsi per riuscire a mantenersi a galla, quindi il loro corpo fu in tensione e con una temperatura corporea a livelli quasi normali.

CAUSE NATURALI – Non sarà mai conosciuto quanta gente a bordo del TITANIC fosse morta per attacchi di cuore; questa causa fu soprattutto diretta a coloro che furono in età avanzata o che soffrirono di scompensi cardiaci.

FERITE – Mentre la nave continuò ad inclinarsi sempre di più, diverse persone caddero dapprima contro parti della nave e poi anche direttamente in acqua. A 200 piedi d’altezza una caduta in acqua avrebbe sicuramente provocato una rottura delle ossa, quando il corpo inerme colpì la superficie dell’Oceano.

COMPRESSIONE – Questa probabilmente fu la causa minore delle morti sul TITANIC. La morte da compressione dipende non solo dalla profondità dell’acqua, ma anche dalla velocità della discesa: più veloce è la discesa, minore è la probabilità che il corpo possa sviluppare una tolleranza per la pressione. Chiunque rimase ancora vivo all’interno della nave, dopo che questa affondò, sarebbe stato ucciso dalla pressione accumulata durante l’immersione. Fu probabile, tuttavia, che la maggior parte delle persone fossero morte prima di questo passaggio, chiunque fosse stato ancora vivo sarebbe stato ucciso dall’implosione, causata dalla pressione.

SUICIDIO – Vi fu un triste episodio attribuito al primo ufficiale William McMaster Murdoch che si suicidò, ma anche altri ufficiali, si veda per esempio il capitano Edward John Smith, l’alto funzionario ossia il capo ufficiali Henry Tingle Wilde ed il sesto ufficiale James Paul Moody si ritenne, per voci popolari, che si fossero suicidati. Non ci sono però testimonianze dirette di tutti questi episodi. Già sulla Carpathia, appena entrata in porto a New York, circolarono voci che un alto funzionario del TITANIC si fosse sparato a bordo, nelle ultime fasi prima del naufragio. Ma, ciò che videro i sopravvissuti effettivamente fu un suicidio? Durante il corso di questa ricerca, ho potuto appurare che, se quest’episodio realmente accadde, il luogo dove avvenne il tragico fatto dovette essere senz’altro, come riferirono diversi testimoni, dal lato di dritta della nave, in prossimità dell’ubicazione dei canotti di salvataggio A e Nel 1912, in numerosi affermarono che fosse il Primo Ufficiale William McMaster Murdoch che si suicidò, sebbene il Secondo Ufficiale Charles Herbert Lightoller sostenne che questi racconti fossero falsi. Leggendo e rileggendo note e testimonianze dunque si può addurre, con tutti i crismi dell’ufficiosità, che il presunto suicida fosse il primo ufficiale William McMaster Murdoch fermo restando che diverse, e controverse, affermazioni mi portano alla conclusione che si tratti semplicemente di un ufficiale non meglio identificato. Dunque se un ufficiale si fosse effettivamente suicidato sul ponte del TITANIC nelle fasi finali del naufragio, o che tale azione poté avvenire, non fu assolutamente certa ed appurata. Almeno, non senza la scoperta d’ulteriori informazioni, le notizie e le testimonianze disponibili non sono in grado di fornire qualsiasi tesi definitiva in questo senso.
Nel suo libro “La verità sul TITANIC” stampato nel 1913, il Colonnello Archibald Gracie, scampato al naufragio, scrisse: “Non ho potuto scoprire mai una testimonianza autentica concernente il suicidio del Primo Ufficiale Murdoch. Al contrario, Murdoch era un ufficiale coraggioso ed efficace e nessun motivo serio di suicidio non può essere avanzato. Compiva pienamente la sua missione nelle circostanze difficili ed aveva diritto solamente alle lodi ed agli onori. Durante gli ultimi quindici minuti prima che la nave affondò, Murdoch dava degli ordini e l’equipaggio che dirigeva provava vanamente a mettere in acqua un canotto Engelhard. La detonazione di un colpo di pistola, sparato durante questi momenti, avrebbe attirato certamente la mia attenzione e, più tardi, quando mi spostai verso la parte posteriore, la distanza non fu abbastanza grande per impedirmi di sentirlo”. Sebbene fosse messo in dubbio, la testimonianza del Colonnello Gracie sembrò più affidabile e, come disse, nessuna prova del suicidio di Murdoch fu accertata. Il capitano Edward John Smith fu sicuramente il maggiore responsabile della tragedia del TITANIC: egli avrebbe dovuto andare in pensione all’arrivo della nave a New York. Il naufragio del TITANIC sarebbe stata una grossa macchia sulla sua reputazione. La notte del 15 aprile fu visto per l’ultima volta sul ponte di comando o addirittura all’interno della timoniera, quando quest’ultima stette sprofondando negli abissi. Il capitano Smith avrebbe avuto la possibilità di dotarsi di un revolver, in quanto fu proprio lui, con la collaborazione di Henry Tingle Wilde, a provvedere alla distribuzione della armi agli altri colleghi: quindi Smith ebbe avuto il “movente” e l’opportunità di compiere questo estremo gesto. E proprio il citato Henry Tingle Wilde, il capo ufficiali, potrebbe essere un altro “indiziato” al suicidio. Il fatto che Wilde avesse perso tragicamente la moglie e due figli qualche anno prima, e che quindi non avesse nulla da perdere, protenderebbe ad avvallare questa ipotesi. Il Capo Ufficiali del TITANIC quella notte fu visto aiutare alla messa in mare dei canotti C e D e che cercò, sino in ultimo, di aiutare quanti più passeggeri a mettersi in salvo, a scapito della propria sopravvivenza. Anche il primo ufficiale William McMaster Murdoch fu in possesso, in quella tragica notte, di un’arma. Poi averla rivolta contro se stesso, come già riferito, è tutto da provare. Murdoch fu l’uomo direttamente responsabile della nave al momento della collisione con l’iceberg e solo questo fatto può aver fatto sentire in colpa un uomo che, però anch’egli, dimostrò nei momenti successivi grande prova di abnegazione.
Viene anche il sospetto che a togliersi la vita fu il sesto ufficiale James Paul Moody: questo secondo quanto emerse da una testimonianza rilasciata durante l’inchiesta americana. Egli collaborò alla messa in mare del canotto A; non sembra però che avesse in dotazione alcuna arma.
Un ultimo presunto suicida tra gli ufficiali del TITANIC, poté essere anche Herbert McElroy, il commissario di bordo. Benché non avesse alcun motivo apparentemente per togliersi la vita. Quella notte egli operò ad ammainare il canotto A e il canotto C.
A quale conclusione si può dunque arrivare? A mio parere, tutti gli ufficiali del TITANIC, quella notte furono degli eroi, abbiano essi salvato o meno la propria vita. Indipendentemente dalle eventuali carenze ed o mancanze che causarono la collisione del TITANIC contro l’iceberg, ci sono prove documentate che questi ufficiali contribuirono, in maniera notevole, alle operazioni di salvataggio gestendo le operazioni di carico delle persone sulle scialuppe. Questi funzionari fecero il proprio dovere fino in fondo, quando di più non si poté fare.

OMICIDIO – Soltanto un ufficiale, Harold Godfrey Lowe, ammise di aver sparato contro delle persone; molti superstiti riferirono, tuttavia, che diverse persone morirono per colpi di arma da fuoco.

Mentre sappiamo che 4-6 corpi furono sepolti in mare dalla Carpathia e 330 furono quelli recuperati dal Mackay Bennett e da altre navi che prestarono opera di recupero dei cadaveri in tempi diversi, che fine hanno fatto gli altri mille ed oltre corpi?
Soltanto tre sono le opzioni. Si pensi all’azione del vento e delle onde marine che trascinarono via e dispersero sulla superficie dell’acqua diversi corpi: l’ultimo cadavere venne recuperato nel mese di giugno del 1912, quasi due mesi dopo l’affondamento del TITANIC! Una stima ci porterebbe a valutare fra le 700 e le 1000 persone che furono “gettate” in acqua negli istanti finali del TITANIC. Molti dei passeggeri, che non indossarono i giubbotti di salvataggio al momento dell’affondamento, sarebbero sprofondati negli abissi dell’oceano con il risucchio della nave. Vi furono, anche quasi certamente, passeggeri di terza classe, di varie nazionalità, che rimasero nelle loro cuccette ad attendere una dolce fine: una morte atroce, probabilmente non seppero neanche che cosa stesse accadendo (solo problemi di lingua?). Chi si trovò vicino al punto di rottura (break-up) del TITANIC, ebbe ben poca probabilità di vivere un po’ più a lungo. I loro corpi vennero “consumati” dai pulitori e da altre forze corrosive come componente del processo di riciclaggio della natura. Sono frutto di mera fantasia, invece, le ipotesi di persone ancora in vita recuperate su iceberg o su relitti galleggianti della nave: in qualunque caso, tali persone sarebbero morte molto prima di un eventuale salvataggio.
Ma come andarono in realtà le cose? Chi lo può dire con certezza, ma se non conosciamo neppure quanto gente fosse a bordo del TITANIC, sappiamo purtroppo la triste verità di 1518 morti e soltanto 705 persone tratte in salvo (ma anche questi numeri sono ovviamente frutto di congetture).

“GLI ANGELI DEL TITANIC”

Abbott, E.
Abbing, Anthony
Abbott, Eugene
Abbott, Rossmore
Abelson, Mr. Samson
Abraham, C.
Adahl, Mauritz
Adams, J.
Adams, R.
Adolf, Humblin
Ahier, P.
Ahlin, Johanna
Ahmed, Ali
Akerman, J.
Akermann, A.
Aldworth, Mr. Charles
Alexander, William
Alhomaki, Ilmari
Ali, William
Allan, F.
Allan, R.
Allaria, Antonio Battista
Allen, E.
Allen, H.
Allen, William
Allison, Miss Helen Loraine
Allison, Mr. Hudson Joshua Creighton
Allison, Mrs. Waldo Daniels Bessie
Allsop, F.
Allum, Owen G.
Alsopp, Alfred S.
Anderson, Albert
Anderson, Alfreda
Anderson, Anders
Anderson, Ebba
Anderson, Ellis
Anderson, Ida Augusta
Anderson, Ingeborg
Anderson, Paul Edvin
Anderson, Samuel
Anderson, Sigrid
Anderson, Sigvard
Anderson, Thor
Anderson, W.
Andrew, Mr. Edgar
Andrew, Mr. Frank
Andrews, Mr. Thomas
Angheloff, Minko
Angle, Mr. William
Arnold, Joseph
Arnold, Josephine
Aronsson, Ernest Axel A.
Artagaveytia, Mr. Ramon
Ashby, Mr. John
Ashcroft, A.
Ashe, H.
Asim, Adola
Aspelagi, G.
Asplund, Carl Oscar
Asplund, Carl Edgar
Asplund, Clarence Gustaf
Asplund, Filip Oscar
Assam, Ali
Astor, John Jacob
Attala, Malake
Augustsan, Albert
Ayling, E.
Back, C.
Backstrom, Karl
Badt, Mohamed
Bagley, E.
Bailey, G.
Bailey, G. W.
Baily, Mr. Percy
Baimbridge, Mr. Chas. R.
Baines, Rich
Balkic, Cerin
Ball, W.
Banfi Ugo
Banfield, Mr. Frederick J.
Bannon, John
Banous, Elias
Barbara, Catherine
Barbara, Saude
Barker, A.
Barker, E.
Barker, Reginald L.
Barker, T.
Barlow, C.
Barlow, G.
Barnes, Chas
Barnes, J.
Barnes, W.
Barrett, A.
Barrett, F. W.
Barringer, A.
Barrow, H.
Barrows, W.
Barry, Julia
Barton David
Barton, S.
Basilico, Giovanni
Bateman, Mr. Robert J.
Baumann, Mr. J.
Baxter, F.
Baxter, H. R.
Baxter, Mr. Quigg
Bazzi, Narciso
Beattie, F.
Beattie, Mr. Thomson
Beauchamp, Mr. H. J.
Beavan, W. T.
Beedman, G.
Beere, William
Bell, Joseph
Bendell, T.
Benhem, T.
Bennett, G.
Benson, John Viktor
Benville, E.
Berglund, Ivar
Berkeland, Hans
Bernardi, Battista
Berriman, Mr. William
Berthold, Florentini
Bessant, E.
Bessant, W.
Best, E.
Betros, Seman
Beux, Davide
Bevis, J.
Biddlecombe, C.
Bietrix, G.
Biggs, E.
Billiard, van A.
Billiard, van James William
Billiard, van Walter John
Billows, J.
Bishop, W.
Bjorklund, Ernst
Black, A.
Black, D.
Blackman, H.
Blackwell, Mr. Stephen Weart
Blake, Seaton
Blake, T.
Blancy, J.
Blann, Eustace
Blumet, J.
Bochet,  Pietro Giuseppe
Bochetez, J.
Bogie, L.
Bolhens, H.
Bond, W.
Boothby, W.
Borebank, Mr. Jones James
Bostandyeff, Guentcho
Boston, W.
Botsford, Mr. W. Hull
Bott, W.
Boughton, E.
Boulos, Akar
Boulos, Hanna
Boulos, Nourelain
Boulos, Sultani
Bourke, Katherine
Bourke, John
Bourke, Mary
Bowen, David
Bowenur, Mr. Solomon
Boyd, J.
Boyes, H.
Bracken, Mr. Jas. H.
Bradley, F.
Bradley, P.
Bradshaw, J.
Brady, Mr. John Bertram
Braf, Elin Ester
Brailey, Theodore
Brandeis, Mr. Emil
Braund, Lewis
Braund, Owen
Brewe, Mr. Arthur Jackson
Brewer, H.
Brewster, G. H.
Bricoux, Roger
Brigge, W.
Bristow, Robert C.
Bristowe, H.
Brito, Mr. Jose de
Brobek, Carl R.
Brocklebank, William
Brookman, J.
Brooks, J.
Broom, H.
Broome, Athol
Brown, J.
Brown, Mr. Solomon Thomas William
Brown, Mrs. J. J.
Brown, W.
Browne, Mr. Francis M.
Bryhl, Mr. Curt
Buckley, H.
Buckley, Katherine
Bull, W.
Bully, H.
Bunmell, F.
Burke, Jeremiak
Burke, R.
Burns, Mary
Burr, E.
Burroughs, A.
Burton, E.
Butler, Mr. Reginald
Butt, Mr. Archibald Willingham
Butt, Robert
Butt, W.
Butterworth, J.
Byles, Rev.nomas R. D.
Byrne, J.
Cacic, Grego
Cacic, Luka
Cacic, Manda
Cacic, Maria
Cairns, Mr. Alexander
Calderwood, H.
Calie, Peter
Camner, J.
Campbell, D. S.
Canavan, Mary
Canavan, Pat
Cann, Erenst
Car, Jeannie
Caram, Joseph
Caram, Maria
Carbines, Mr. William
Carlson, Carl R.
Carlson, Mr. Frank
Carlsson, August Sigfrid
Carlsson, Julius
Carney, William
Carr, R.
Carran, Mr. F. M.
Carran, Mr. J. P.
Carter, F.
Carter, Mrs. Lillian
Carter, Rev. Ernest C.
Cartwright, J.
Carver, A.
Casali, Giulio
Case, Mr. Howard B.
Casey, T.
Casswill, C.
Castleman, E.
Caunt, W.
Cave, Herbert
Cavendish, Mr. T.W.
Cecil, C.
Celotti, Francesco
Chaffee, Mr. Herbert Fuller
Chapman, Mr. Charles
Chapman, Mr. John Henry
Chapman, Mrs. Sarah Elizabeth Lawry
Charboison, A.
Chartens, David
Chehab, Emir Farres
Cherrett, W.
Cheverton, W. F.
Chisholm, Mr. Robert
Chisnall, G.
Chitty, G.
Chitty, G.
Chorley, J.
Christmann, Emil
Christmas, H.
Christy, Miss Juli
Chronopoulos, Apostolos
Chronopoulos, Demetrios
Church, G.
Clark, T.
Clarke, J. Fred C.
Clarke, Mr. Charles V.
Clifford, Mr. George Quincy
Coe, H.
Coelho, Domingos Fernardeo
Coffey, John
Colbert, Patrick
Coleff, Fotio
Coleff, Peyo
Coleman, A.
Coleman, J.
Coleridge, Mr. R. C.
Collander, Mr. Erik
Colley, Mr. Edward Pomeroy
Collyer, Mr. Harvey
Collyer, Mrs. Charlotte
Compton, Mr. Alexander Taylor Jr.
Conlin, Thos. H.
Connaghton, Michel
Connolly, Kate
Connors, Pat
Conway, P.
Cook, George
Cook, Jacob
Coombs, C.
Cooper, H.
Cooper, J.
Copperthwaite, B.
Cor, Bartol
Cor, Ivan
Cor, Ludovik
Corben, E. T.
Corbett, Mrs. Irene
Corcoran, D.
Corey, Mrs. C. P.
Corey, Mrs. Mary
Corn, Harry
Cornaire, M.
Cotterill, Mr. Harry
Cotton, A.
Couch, F.
Couch, J.
Coutin, A.
Cox, Denton
Coxon, Daniel
Coy, F. E. G.
Crabb, H.
Crafton, Mr. John B.
Crease, Ernest James
Creese, H.
Cribb, John Hatfield
Crisp, H.
Crispin, W.
Crosbie, J. B.
Cross, W.
Crovelle, Louis
Crumplin, C.
Cummings, Mr. John Bradley
Cunningham, B.
Cunningham, Mr. Alfred Fleming
Curtis, A.
Dahl, Mauritz
Dahlberg, Gerda
Dakic, Branko
Danbom, Ernest
Danbom, Gilbert
Danoff, Sigrid
Danoff, Yoto
Dantchoff, Khristo
Dashwood, W.
Davidson, Mr. Thornton
Davies, Alfred
Davies, Evan
Davies, Gordon
Davies, J.
Davies, John
Davies, Joseph
Davies, Mr. Charles
Davies, R. J.
Davies, T.
Davison, Mary
Davison, Thomas H.
Dawson, J.
De Breucq, M.
Deacon, Mr. Percy
Dean, G.
Deeble, A.
Del Carlo, Mr. Sebastiano
Delalic, Regyo
Denbou, Mr. Herbert
Denison, ?
Denkoff, Mito
De Marsico, Gianni
Dennis, Samuel
Dennis, William
Derrett, A.
Deslands, P.
Desvernini, L.
Dewan, Frank
Diaper, J.
Dibden, Mr. William
Dibo, Elias
Dickson, W.
Dilley, J.
Dimic, Jovan
Dineage, J.
Dintcheff, Valtcho
Dodd, E. C.
Dodd, George
Dodd, R.
Dolby, J.
Donati, Italo Francesco
Donoghue, F.
Dooley, Patrick
Dore, A.
Dornier, S.
Doughty, W.
Douglas, Mr. Walter Donald
Downton, Mr. William J.
Doyle, Elin
Doyle, F.
Drapkin, Jenie
Drazenovie, Josip
Duffy, William
Dulles, Mr. William Crothers
Dunford, W.
Dyer, Henry Ryland
Dyker, Adolf
Dymond, Frank
Eagle, A. J.
Eastman, C.
Ecimovic, Joso
Edbrooke, F.
Ede, G. B.
Edge, F.
Edwards, C.
Edwardsson, Gustaf
Egg, W. H.
Eitemiller, Mr. G. F.
Eklunz, Hans
Ekstrom, Johan
Elias, Joseph
Elias, Joseph
Elliott, Everett Edward
Elsbury, James
Emmeth, Thomas
Enander, Mr. Ingvar
Ennis, W.
Ervine, George
Evans, George
Evans, Miss Edith Corse
Evans, W.
Everett, Thomas J.
Fahlstrom Mr. Arne J.
Fairall, H.
Fanette, M.
Farquharson, W.
Farrell, James
Farrendon, E.
Farting John
Fat-ma, Mustmani
Faunthorpe, Mr. Harry
Fay, F.
Fellows, A.
Feltham, G.
Fenton, F.
Ferris, W.
Fillbrook, Mr. Charles
Finch, H.
Fioravanti, Giuseppe
Fischer, Mr. Eberhard
Fitzpatrick, H.
Flarty, E.
Fletcher, P. W.
Flynn, Mr. J. I.
Ford, Arthur
Ford, E.
Ford, F.
Ford, H.
Ford, Mr. E. W.
Ford, Mrs. D. M.
Ford, Thomas
Foreman, Mr. B. L.
Fortune, Mr. Charles Alexander
Fortune, Mr. Mark
Foster, A.
Fox, Mr. Stanley H.
Fox, Patrick
Fox, W. T.
Frankin, A.
Franklin, Charles
Franklin, Mr. Thomas Parnham
Fraser, J.
Fraser, J.
Freeman, Ernest E. S.
Frost, Mr. Wood Anthony
Fry Richard
Futrelle, Mr. Jacques
Fynney, Mr. Jos.
Gale, Mr. Harry
Gale, Mr. Shadrach
Gallagher, Martin
Gardner, F.
Garthfirth, John
Gaskell, Mr. Alfred
Gatti, Gaspare Antonio Pietro
Gavey, Mr. Lawrence
Geddes, R.
Gee, Mr. Arthur H.
Geer, A.
Gerios, Assaf
Gerios, Youssef
Gerios, Youssef
Gheorgheff, Stanio
Giglio, Mr. Victor
Gilardino, Vincenzo Pio
Gilbert, Mr. William
Giles, J.
Giles, Mr. Edgar
Giles, Mr. Fred
Giles, Mr. Ralph
Gilinski, Leslie
Gill, Mr. John William
Gill, P.
Gill, S.
Gillespie, Mr. William
Givard, Mr. Hans K.
Godley, G.
Golder, M. W.
Goldschmidt, Mr. George B.
Goldsmith, Frank John
Gollop, C.
Goncalves, Manoel E.
Goodwin, Augusta
Goodwin, Charles E.
Goodwin, Frederick
Goodwin, Harold
Goodwin, Jessie
Goodwin, Lillian A.
Goodwin, Sidney
Goodwin, William F.
Gordon, J.
Goree, F.
Goshawk, A.
Gosling, B.
Gosling, S.
Graham, Mr. Thompson William
Graham, T.
Graves, S.
Green, G.
Green, George
Greenberg, Mr. Samuel
Gregory, D.
Grodidge, E.
Gronnestad, Daniel D.
Gros, Claude G.
Guest, Robert
Guggenheim, Mr Benjamin
Guggenheim, Servitore
Gullio, Casali
Gunn, J.
Gunnery, G.
Gustafson, Alfred Ossia
Gustafson, Anders
Gustafson, Johan Birger
Gustafsson, Gideon Karl
Gwinn, William Logan
Haas, Aloisia
Hagan, John
Hagardon, Kate
Hagarty, Nora
Hagland, Ingvald O.
Hagland, Konrad R.
Hakkarainen, Pekko Pietari
Hale, Mr. Reginald
Hall, F.
Hall, J.
Hallett, G.
Halloway, S.
Hamblyn, Ernest William
Hamilton, E.
Hampe, Leon
Hands, B.
Hanna, Mansour
Hannam, G.
Hansen, Henry Damgavd
Harbeck, Mr. William H.
Harding, A.
Harknett, Alice
Harmer, Mr. Abraham
Harper, Rev. John
Harrigthon, Mr. Charles
Harris, C. H.
Harris, C. W.
Harris, E.
Harris, F.
Harris, Mr. Henry Burkhardt
Harris, Mr. Walter
Harrison, Mr. William Henry
Harrison, N.
Hart, Henry
Hart, Mr. Benjamin
Hart, Thomas
Hartley, Wallace Henry
Harvey, Herbert G.
Hasgood, R.
Haslin, J.
Hatch, H.
Hawkesworth, John
Hawkesworth, W.
Hays, Mr. Charles Melville
Hayter, A.
Head, A.
Head, Mr. Christopher
Heininen, Vendla Maria
Helnen, J.
Hemming, Norah
Hendekevoic, Ignaz
Hendy, E.
Henery, Delia
Henriksson, Jenny
Henry, W.
Hensford, J.
Herman, Mr. Samuel
Hersh L. Siebald
Hesketh, James H.
Hewett, T.
Hickman, Mr. Leonard
Hickman, Mr. Lewis
Hickman, Mr. Stanley
Hill, H.
Hill, J.
Hill, J.
Hilliard, Mr. Herbert Henry
Hiltunen, Miss Martha
Hinckley, G.
Hines, G.
Hinton, W.
Hipkins, Mr. W. E.
Hiscock, S.
Hoare, Leo
Hocking, Mr. George
Hocking, Mr. Samuel J.
Hodge, C.
Hodges, Mr. Henry P.
Hodges, W.
Hodgkinson, L.
Hoffman, Mr. Louis
Hogg, C.
Hogue, E.
Hold, Mr. Stephen
Holland, T.
Holm, John F. A.
Holman, H.
Holt, Mr. W. F.
Holten, Johan
Holverson, Mr. Alexander Oscar
Hood, Mr. Ambrose
Hopkins, F.
Horgan, John
Hosgood, R.
Hosking. G. F.
House, W.
Howard, Mr. Benjamin
Howard, Mrs. Ellen T.
Howell, A.
Hoyt, Mr. William Fisher
Hughes, H.
Humblen, Adolf Mathias Nicolai Olsen
Humby, F.
Hume, Jock Law
Humphreys, H.
Hunt, Mr. George
Hunt, T.
Hurst, C. J.
Hutchinson, J.
Hutchinson, John H.
Ide, H.
Ilieff, Ylio
Ilmakangas, Ida
Ilmakangas, Pista
Ingram, C.
Ingrouville, H.
Ings, W.
Instance, T.
Isham, Mrs. Ann Elisabeth
Ivanoff, Konio
Jackson, H.
Jacobsohn Mr. Sidney S.
Jacobson, John
Jago, J.
Jaillet, H.
Jakob, Mr. Birnbaum
James, Thos
Janaway, W.
Janin, C.
Jardin, Jose Netto
Jarvis, Mr. John D.
Jarvis, W.
Jean Nassr, Saade
Jeffery, W.
Jefferys, Mr. Clifford
Jefferys, Mr. Ernest
Jenkin, Mr. Stephen
Jenner, H.
Jensen, Hans Peter
Jensen, Nilho R.
Jensen, Svenst L.
Jenson, C. V.
Joas, N.
Johann, Markim
Johannessen, Elias
Johansen, Nils
Johansson, Erik
Johansson, Gustaf
Johnson, A.
Johnson, Alice
Johnson, H.
Johnson, Jakob A.
Johnson, Mr. A.
Johnson, Mr. W.
Johnson, W.
Johnsson, Malkolm
Johnston, Catherine Nellie
Johnston, Mrs.
Johnston, Mrs. C. H.
Johnston, William Andrew
Jones, A.
Jones, A.
Jones, H.
Jones, Mr. C. C
Jones, Reginald V.
Jonkoff, Lazor
Jonsson, Nielo H.
Jouanmault, G.
Jukes, J.
Julian, Mr. Henry Forbes
Jupe, Herbert
Jusila, Katrina
Jusila, Mari
Jutel, Henrik Hansen
Kalil, Betros
Kallio, Nikolai
Kalvig Johannes H.
Kantor, Mr. Sehua
Karajic, Milan
Karlson, Nils August
Karnes, Mrs. J. F.
Kassem, Fared
Keane, Mr. Daniel
Kearl, C.
Kearl, G.
Keefe, Arthur
Keegan, Jas
Keeping, Mr. Edwin
Kekic, Tido
Kelland, T.
Kelly, James
Kelly, James
Kelly, Jas
Kelly, William
Kemp, Thos
Kenchenten, Fredrick
Kennell, C.
Kent, Mr. Edward Austin
Kenyon, Mr. Frederick R.
Kenzler, A.
Kerane, Andy
Kerley, W. T.
Kerr, T.
Ketchley, H.
Khalil, Zahie
Kieran, M.
Kiernan, James W.
Kiernan, John
Kiernan, Phillip
Kilgannon, Thomas
King, A.
King, Ernest Waldron
King, G.
King, T. W.
Kingscote, W. F.
Kink, Miss Maria
Kink, Vincenz
Kinsella, L.
Kirkham, J.
Kirkland, Rev. Charles L.
Kitching, A.
Klaber, Mr. Herman
Klasen, Gertrud Emilia
Klasen, Hilda
Klasen, Klas A.Mona, Mae A.
Klein, H.
Knight, L
Knight, Mr. Robert
Kraeff, Thodor
Krins, George
Kvillner, Mr. John Henrik
Lacey, Bert W.
Lahtinen, Rev. William
Lahtinen, Mrs. Anna
Lahy, T.
Laitinen, Sofia
Lake, W.
Laleff, Kristo
Lam, Len
Lambert-Williams, Mr. Fletcher Fellows
Lane, A. E.
Lane, Patrick
Laroche, Mr. Joseph
Larson, Viktor
Larsson, Bengt Edvin
Larsson, Edvard
Latimer, Andrew J.
Lawrence, A.
Leader, A.
Lee, H.
Lefevre, Frances
Lefevre, Henry
Lefevre, Ida
Lefevre, Jeanne
Lefevre, Mathilde
Lefever, G.
Leinonen, Antti
Lemberopoulos, Peter
Lennon, Mr. Denis
Leonard, L.
Leonard, M.
Leonard, Mr. L
Lester, James
Levett, G.
Levy, Mr. R. J.
Lewy, Mr. E. G.
Leyson, Mr. Robert W. N.
Light, C.
Light, C.
Light, W.
Lindablom, August
Lindahl, Agda
Lindell, Edvard Bengstsson
Lindell, Gerda Elin Persson
Linehan, Michel
Ling, Lee
Lingan, Mr. John
Lingrey Mr Edward
Lithman, Simon
Lloyd, H.
Lloyd, W.
Lobb, Cordelia
Lobb, William A.
Lock, A.
Lockyer, Edward
Long, F.
Long, Mr. Milton Clyde
Long, W.
Longley, Miss Gretchen Fiske
Longmiur, J.
Loring, Mr. Joseph H.
Louch, Mr. Charles Alexander
Lovell, J.
Lovell, John
Lundahl, John
Lundstripm, Jan
Lurette, Miss Elise Eugenie
Lydiatt, C.
Lyons, William Henry
Mabey, J.
Mack, Mrs. Mary
MacKay, George W.
Mackie, W. D.
Maenpaa, Matti
Magee, W.
Maguire, Mr. J. E.
Mahon, Delia
Maisner, Simon
Major, E.
Makinen, Kalle
Malachard, Mr. Noel
Malinoff, Nicola
Mampe, Leon
Mangan, Mary
Mangiavacchi, Mr. Serafino Emilio
Mantle, R.
Mantvila, Mr. Joseph
Marinko, Dmitri
Markoff, Marin
Marks, J.
Marrett, G.
Marriott, J. W.
Marsh, F.
Marvin, Mr. Daniel Warner
Maskell, L.
Matherson, D.
Matthews, Mr. W. J.
May, A. W.
Maybery, Mr. Frank H.
Mayo, W.
Maytum, Alfred
McAndrew, Thos
McAndrews, W.
McCaffry. Mr. Thomas Francis
McCarthy, Mr. Timothy J.
McCastlen, W.
McCawley, T. W.
McCrae, Mr. Arthur G.
McCrie, Mr. James
McElroy, Herbert Walter
McElroy, Michel
McGarvey, E.
McGaw, E.
McGowan, Katherine
McGrady, James
McGregor, J.
McKane, Mr. Peter D.
McMahon, Martin
McMullen, J.
McMurray, W.
McNamee, Eileen
McNamee, Neal
McQuillan, William
McRae, William
McReynolds, W.
Meanwell, Marian O.
Mechan, John
Meek, Annie L.
Melkebuk, Philemon
Mellor, A.
Meo, Alfonso
Meyer, Mr. August
Meyer, Mr. Edgar Joseph
Middleton, Alfred Pirrie
Middleton, M. V.
Miles, Frank
Milford, George
Millar, R.
Millar, T.
Millet, Mr. Francis Davis
Milling, Mr. Jacob C.
Minahan, Dr. William Edward
Minkoff, Lazar
Mintram, W.
Mirko, Dika
Mishellany, A.
Misseff, Ivan
Mitchell, B.
Mitchell, Mr. Henry
Mitkoff, Mito
Moch, Mr. Pkdtp E.
Moen, Sigurd Hansen
Molson, Mr. H. Markland
Monbarek, Hanna
Monoros, J.
Monteverdi, J.
Moody, James Pell
Moore, A.
Moore, Leonard C.
Moore, Mr. Clarence
Moore, R.
Moores, R.
Moran, James
Morawick, Mr. Ernest
Morgan, A.
Morgan, Daniel J.
Morgan, T.
Morgan, W.
Morley, William
Morrell, R.
Morris, A.
Morris, W.
Morrow, Thomas
Moss, William
Moussa, Mantoura
Moutal, Rahamin
Mudd, Mr. Thomas C.
Mullen, T.
Muller, L.
Mullin, Miss Mary
Murdlin, Joseph
Murdoch, William McMaster
Myhrman, Oliver
Myles, Mr. Thomas F.
Naidenoff, Penko
Nancarrow, W. H.
Nankoff, Minko
Nannini, Francesco Luigi Arcangelo
Nasr, Mustafa
Nasser, Mr. Nicolas
Nasser, Mrs. Adele
Natsch, Mr. Charles
Navratil, Mr. Louis
Nedeco, Petroff
Nemagh, Robert
Nenkoff, Christo
Nesson, Mr. Israel
Nettleton, G.
Newell, Mr. Arthur Webster
Newman, C.
Nicholls, Mr. Joseph C.
Nicholls, T.
Nichols, A.
Nichols, Alfred
Nicholson, Mr. A. S.
Nieminen, Manta
Niklasen, Sander
Nirva, Isak
Noon, John
Norman, Mr. Robert D.
Norris, J.
Noss, B.
Nosworthy, Richard C.
Novel, Mansouer
O’Brien, Denis
O’Brien, Thomas
O’Connell, Pat D.
O’Connor, Maurice
O’Connor, Pat
O’Donohue, Bert
O’Neill, Bridget
O’Sullivan, Bridget
O’Connor, T.
Odahl, Martin
Olive, C.
Olive, E. R.
O’Loughlin, William F. H.
Olsen, Arthur
Olsen, Henry
Olsen, Ole M.
Olson, Elon
Olsson, Elida
Olsson, John
Oreskovic, Jeko
Oreskovic, Luka
Oreskovic, Maria
Orman, Velin
Orpet, W.
Orr, J.
Orsen, Sirayanian
Ortin, Zakarian
Osborne, W.
Ostby, Mr. Engelhart Cornelius
Othen, C.
Otter, Mr. Richard
Ovies y Rodriguez, Mr. Servando José Florentino
Owens, L.
Pacey, R.
Pacherat, J.
Pacruic, Mate
Pacruic, Tome
Paice, R.
Painter, Charles
Painter, F.
Painton, J. A.
Palles, T.
Pand, G.
Panula, Eino
Panula, Ernesti
Panula, Juho
Panula, Maria
Panula, Sanni
Panula, Urhu
Panula, William
Parkes, Mr. Francis
Parks, Sam
Parr, Mr. Marsh Henry William
Parsons, E.
Parsons, F. A.
Parsons, R.
Partner, Mr. Austin
Pasic, Jakob
Paulsson, Alma
Paulsson, Gosta
Paulsson, Paul
Paulsson, Stina
Paulsson, Torborg Danira
Pavlovic, Stefo
Payne, Mr. V.
Peacock, Alfred
Peacock, Treasteall
Pearce, A.
Pearce, Ernest
Pears, Mr. Thomas Clinton
Pedrini, Alessandro
Peduzzi, Giuseppe
Pekonemi, E.
Pelsmaker, Alfons de
Peltomaki, Nikolai
Peñasco, Mr. Victor de Soto
Pengelly, Mr. Frederick
Pennell, F.
Penny, W.
Penrose, J.
Pentcho, Petroff
Perkin, John Henry
Perkins, L.
Pernot, Mr. René
Perotti, Alfonso
Perrin, W.
Perriton, H.
Perry, H.
Peruschitz, Rev. Jos. M.
Petagna, R.
Peter, Catherine Joseph
Peters, Katie
Peterson, Ellen
Peterson, Johan
Peterson, Marius
Peracchio, Alberto
Peracchio, Sebastiano
Petranec, Matilda
Petterson, Olaf
Petty, Edwin Henry
Phillips, G.
Phillips, J.
Phillips, John Jack
Phillips, Mr. Robert
Piatti, L.
Piazza, P.
Pitfield, W.
Platt, W.
Plotcharsky, Vasil
Poggi, Emilio
Ponesell, Mr. Martin
Pook, R.
Porter, Mr. Walter Chamberlain
Potchett, George
Preston, Thomas
Price, E.
Proctor, Chester
Proudfoot, R.
Pugh, Alfred
Pugh, P.
Pulbaun, Mr. Frank
Pusey, Robert
Radeff, Alexander
Rafoul, Baccos
Raibid, Razi
Randall, F.
Ranson, Jas
Rath, Sarah
Ratti, Enrico Rinaldo
Read, J.
Reed, C.
Reed, James George
Reed, R.
Reeves, F.
Reeves, Mr. David
Renouf, Mr. Peter H.
Reuchlin, Mr. Jonkheer, J. G.
Revall, W.
Reynolds, Harold
Ricaldone, Rinaldo Renato
Rice, Albert
Rice, Arthur
Rice, Eric
Rice, Eugene
Rice, George
Rice, Margaret
Richard, Mr. Emile
Richards, H.
Rickman, G.
Ricks, Cyril S.
Ridout, W.
Rigozzi, Abele
Rintamaki, Matti
Risien, Samuel
Robbins, Mr. Victor
Roberts, F.
Roberts, G.
Roberts, H.
Robertson, G.
Robins, Alexander
Robins, Charity
Robinson, J.
Roebling, Mr. Washington Augustus
Rogers, E. J.
Rogers, M.
Rogers, Mr. Harry
Rogers, William John
Rood, Mr. Hugh R.
Rosblom, Helene
Rosblom, Salfi
Rosblom, Viktor
Ross, Mr. J. Hugo
Rothschild, Mr. Martin
Rotta, Angelo Mario
Rous, A.
Rouse, Richard H.
Rousseau, P.
Rowe, Mr. Alfred
Rudd, Henry
Rummer, G.
Rummstvedt, Kristian
Rush, Alfred George J.
Russell, R.
Ryan, T.
Ryerson, Mr. Arthur Larned
Saad, Amin
Saad, Khalil
Saccaggi, Giovanni Giuseppe Emilio
Sadlier, Matt
Sadowitz, Harry
Sage, Ada
Sage, Annie
Sage, Constance
Sage, Dorothy
Sage, Douglas
Sage, Frederick
Sage, George
Sage, John
Sage, Stella
Sage, Thomas
Sage, William
Salander, Carl
Salussolia, Giovanni
Samaan, Elias
Samaan, Hanna
Samaan, Youssef
Samuels, W.
Sandman, Johan
Sangster, C.
Sarkis, Lahowd
Sarkis, Mardirosian
Sather, Sinon
Saundercock, W. H.
Saunders, D. E.
Saunders, T.
Saunders, W.
Saunders, W.
Sawyer, Frederick
Sawyer, R. J.
Scanlan, James
Scavino, Candido
Scott
Scott, Archibald
Scovell, R.
Scrota, Maurice
Sdycoff, Todor
Sedgwick, Mr. C. F. W.
Sedunary, Sidney
Self, E.
Seman, Betros
Sesia, Giacomo
Sevier, W.
Shabini, Georges
Sharp, Mr. Percival
Shaughnesay, Pat
Shaw, H.
Shea, J.
Shea, Thos
Shedid, Daher
Shellard, Frederick
Shepherd, Jonathan
Shilaber, C.
Shine, Ellen
Shorney, Charles
Siebert, Sidney C.
Sihvola, Antti
Silvey, Mr. William Baird
Simmons, F. G.
Simmons, John
Simmons, W.
Simpson, J. Edward
Sivic, Husen
Sjostedt, Mr. Ernest A.
Skeats, W.
Skinner, E.
Skoog, Anna
Skoog, Carl
Skoog, Harald
Skoog, Mabel
Skoog, Margret
Skoog, William
Slabenoff, Petco
Sleiman, Attalla
Slemen, Mr. Richard J.
Slight, H. J.
Slight, W.
Slocovski, Selman
Small, William
Smart, Mr. John M.
Smiljanic, Mile
Smith, C.
Smith, C.
Smith, E.
Smith, Edward John
Smith, F.
Smith, J.
Smith, James M.
Smith, John Richard Jago
Smith, Mr. Augustus
Smith, Mr. James Clinch
Smith, Mr. Lucien Philip
Smith, Mr. Richard William
Smith, R. G.
Smither, H.
Snellgrove, G.
Snooks, W.
Sobey, Mr. Hayden
Soholt, Peter Andreas Lauritz Andersen
Soloman, Mr. A. L.
Solvang, Lena Jacobsen
Somerton, Francis W.
Sop, Jules
Spector, Woolf
Spencer, Mr. William August
Spinner, Henry
Stafford, M.
Stagg, J. H.
Stanbrook, Augustus
Staneff, Ivan
Stankovic, Jovan
Stanley, E. R.
Stanton, Mr. S. Ward
Stead, Mr. William Thomas
Steffanon, W. B.
Steffanson, Hokan Bjornstrom
Stewart, Mr. A. Albert
Stocker, H.
Stokes, Mr. Phillip J.
Stone, E.
Stone, E.
Storey, T.
Stoyehoff, Ilia
Stoytcho, Mihoff
Strandberg, Ida
Straus, Mr. Isidor
Straus, Mrs. Isidor
Strilic, Ivan
Strom, Matilda
Strom, Selma
Stroud, E. A.
Stroud, H.
Stubbings, H.
Stubbs, H.
Sullivan, S.
Sutehall, Henry
Sutton, Mr. Frederick
Svensen, Olaf
Svensson, Coverin
Swan, W.
Swane, Mr. George
Sweet, Mr. George
Symonds, J.
Syntakoff, Stanko
Talbot, George Fredrick Charles
Tamlyn, Fredrick
Tannous, Alexander
Tannous, Daler
Tannous, Thomas
Taussig, Mr. Emil
Taylor, C.
Taylor, C.
Taylor, J.
Taylor, L.
Taylor, Percy, C.
Taylor, T.
Taylor, W.
Terrell, Bertram
Testoni, Ercole
Thayer, Mr. John Borland
Thayler, M.
Theobald, Thomas
Thomas, Charles P.
Thomas, J.
Thomas, John
Thomas, Tamin
Thompson, H.
Thorley, W.
Thorne, Mr. George
Thorneycrolt, Percival
Tietz, C.
Tikkanen, Juho
Tizard, A.
Tobin, Roger
Todoroff, Lalio
Tomlin, Ernest P.
Tonfik, Nahli
Tonglin, Gunner
Topp, T.
Torber, Ernest
Torfa, Assad
Toung, F.
Tozer, J.
Tronpiansky, Mr. Moses A.
Tucker, B.
Tupin, M. Dorothy
Turcin, Stefan
Turley, R.
Turner, G. F.
Turner, L.
Turnquist, W.
Turpin, Mr. William J.
Turvey, C.
Urbini, Roberto
Uruchurtu, Mr. M. R.
Useher,Baulner
Uzelas, Jovo
Vagil, Adele Jane
Valvassori, Ettore Luigi
Van de Velde, Joseph
Van de Walle, Nestor
Van der Hoef, Mr. Wyckoff
Van der Planke, Augusta Vander
Van der Planke, Emilie Marie
Van der Planke, Jules
Van der Planke, Leon Vander
Van der Steen, Leo
Van Impe, Catharine
Van Impe, Jacob
Van Impe, Rosalie
Vassilios, Catavelas
Veal, A.
Veal, T.
Veale, Mr. James
Vear, H.
Vear, W.
Vereruysse, Victor
Vestrom, Huld A. A.
Vicat, J.
Vilvarlarge, P.
Vine, H.
Vioni, Roberto
Voegelin, H.
Vook, Janko
Waelens, Achille
Wake, S.
Walker, Mr. William Anderson
Wallis, Mrs.
Walpole, John
Walsh, Miss
Ward, Arthur
Ward, E.
Ward, J.
Ward, P.
Wardner, F.
Ware, Frederick
Ware, Mr. John James
Ware, Mr. William J.
Wareham, R.
Warren, Mr. Charles W.
Warren, Mr. Frank Manley
Warwick, F.
Wateridge, E.
Watson, W.
Watson, W.
Watt, Miss Bertha
Wazli, Yousif
Weatherstone, T.
Webb, Brooke
Webb, S.
Webber, F.
Webber, James
Weisz, Mr. Leopold
Welch, W. H.
Wende, Olof Edvin
Wenzel, Zinhart
West, Mr. E. Arthur
Wheadon, Mr. Edward
Wheeler, Mr. Edwin
White, A.
White, Alfred
White, Alfred
White, F.
White, J.
White, L.
White, Mr. Percival Wayland
White, Mr. Richard Frasar
White, Servitore
Whitford, A.
Wick, Mr. George Dennick
Widegrin, Charles
Widener, Mr. George Dunton
Widener, Mr. Harry
Wiklund, Jacob A.
Wiklund, Karl F.
Wilde, Henry Tingle
Willey, Edward
Williams, A.
Williams, E.
Williams, Harry
Williams, Leslie
Williams, Mr. Duane
Williamson, James Bertram
Willis, W.
Wilson, Bertie
Wilton, William
Wiltshire, W.
Windelov, Einar
Wirz, Albert
Wiseman, Philip
Witcher, A.
Witt, F.
Witt, H.
Wittenrongel, Camille
Wittman, H.
Wood, J. T.
Woodford, H.
Woods, H.
Woodward, J. W.
Woody, Oscar S.
Wormald, T.
Wrapson, H.
Wright, Fredrick
Wright, Mr. George
Wyeth, J.
Yazbeck, Antoni
Yoshack, J.
Young, Francis
Youssef, Brahim
Youssef, Hanne
Zabour, Hileni
Zabour. Tamini
Zakarian, Maprieder
Zanetti, Mario
Zarracchi, LuigiEttore Luigi
Zievens, Renee
Zimmermann, Leo

***********************

RINGRAZIO  NINNI RAIMONDI per l’approfondimento:

http://ninniraimondi.blog.espresso.repubblica.it/caff_espresso/2009/11/sos-titanic.html

Mi sono immersa nella storia e nella grande tragedia del TITANIC, aiutata dai seguenti siti (link cliccabili):

**********************

L’ultima canzone suonata sul TITANIC

***********************

FINE PRIMA PARTE

**********************

 

4 thoughts on ““TITANIC 100” Prima Parte

  1. Gentile Signora, ho letto con grandissima attenzione questo post di grande interesse e spessore. Molte cose le conoscevo altre no. Grazie per questa opportunità che mi avete concesso di arricchire il sapere.
    Le auguro sinceramente Buona Notte.

  2. Avete scritto un pezzo, professionalmente ed estremamente valido e di qualità.
    Avete una gran qualità: una grandissima facoltà di sintesi e un innato senso per la ” struttura “.
    Ci avete stupito.

    Cordialità, mia Signora.

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