“GOCCE D’ACQUA, MOTORI E RICORDI”

GOCCE D’ACQUA, MOTORI E RICORDI.

“A  Ninni …”

Figoni e Falaschi 1938 Delahaye 135 MS Coupé

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“La storia”

A metà degli anni trenta i carrozzieri francesi come Figoni e Falaschi, Saoutchik, Guilloré, Chapron, Pourtout e Franay rivoluzionarono lo stile delle automobili di lusso. Erano affascinati dalle teorie aerodinamiche; si deliziavano con colori brillanti e sfavillanti cromature e apparentemente disprezzavano le linee tese. Il momento più luminoso e saliente di questa epopea dei carrozzieri francesi è stata l’introduzione della linea aerodinamica “goutte d’eau” (a goccia d’acqua) da parte di Figoni et Falaschi, che disegnarono carrozzerie coupé e cabriolet per telai Delahaye tipo 135 e 165 V-12 così come per telai Talbot-Lago T150 SS. Figoni et Falaschi furono i più “flamboyant” e fantasiosi carrozzieri degli anni trenta. Giuseppe (Joseph) Figoni aprì la sua carrozzeria nel 1921 a Parigi e acquistò fama, nei suoi primi anni,  carrozzando vetture Bugatti, Alfa Romeo, Lancia e altre marche sportive. Nel 1935 entrò in società Ovidio Falaschi, che aveva sia capitale sia esperienza negli affari.

Dal 1936 al 1951, circa, lo stand di Figoni et Falaschi al Salone dell’Auto di Parigi era imperativamente da visitare. Sebbene le “goutte d’eau” siano state costruite, relativamente, in pochi esemplari, erano talmente eleganti  nell’abbinamento dei colori, e nel design dalle linee tondeggianti e morbide  da farle diventare, immediatamente, delle icone così come lo sono ancora oggi.

“La 135”

La 135 è, senza alcun dubbio, la più famosa tra le Delahaye, quella che nello stesso tempo fece raggiungere alla Casa madre sia l’apice della fama per le sue vetture lussuose, sia i vertici per i numerosi successi agonistici riportati proprio da tale modello.
Fu, anche, il modello più longevo in quanto venne prodotto fino alla chiusura della casa francese,  avvenuta nel 1954. La Type 135 fu introdotta nel 1935 come sostituta della Type 138, della quale riprende il propulsore da 3.2 litri. Nonostante le dimensioni non fossero abbondanti, la 135 adottava soluzioni tipiche di un’auto di lusso come, ad esempio,  l’importante motore da 3.2 litri, passato poi a 3.6 e la sua dotazione sfarzosamente lussuosa. Le prime Delahaye 135 montavano, infatti, un motore a 6 cilindri da 3227 cm³, lo stesso già montato a suo tempo sulla Type 138, ma opportunamente rivisto in modo tale da arrivare ad erogare una potenza massima di 95 CV a 3600 giri/min.
Nello stesso anno del lancio della 135, la Delahaye rilevò la Delage che, forte di una consolidata reputazione nel campo delle competizioni, offrì alla Delahaye stessa l’opportunità di ritentare l’avventura sportiva e fu così che, nel 1935, la Delahaye riuscì ad introdurre una versione roadster, denominata 135 Coupe des Alpes  più leggera e scattante. Nel 1936, ricevette un nuovo propulsore da 3557cm³ disponibile in due modelli con potenza massima di 100 e 120 CV, rispettivamente a 4000 e a 4200 giri/min; la distribuzione era a valvole in testa, con aste e bilancieri.
I successi sportivi non tardarono ad arrivare e divennero, entro breve, numerosi. Tra i più significativi vi furono il Gran Premio di Francia del 1936, il Rally di Montecarlo del 1937 e la 24 ore di Le Mans del 1938. Nel 1938 venne introdotta la seconda serie, denominata 135 M, dove la lettera M sta per modificata. La miglioria, più significativa, stava sotto il cofano: le versioni di punta vennero dotate di tre carburatori  al posto di uno, il tutto  a vantaggio della potenza  in modo da avere una base meccanica allestita per le competizioni. Il motore era lo stesso 3.6 litri della serie precedente, ma in quattro livelli di potenza: 90, 105, 110 e 135 CV. Ovviamente, la 135 riscosse un enorme successo, anche al di fuori delle competizioni.  Il 1938 vide l’introduzione di una versione più spinta denominata 135 MS, nella quale il già noto 3.6 litri arrivava ad erogare 145 CV di potenza.

Superata, non senza difficoltà, la seconda guerra mondiale la Delahaye, a corto di risorse, dovette commercializzare nuovamente la 135 in attesa di risanarsi economicamente, ma non vi riuscì e la Casa si ritrovò in pessime condizioni economiche. Nel 1951 tutte le 135, ad eccezione della 135MS, vennero tolte dalla produzione a favore della 235, una vettura aerodinamica derivata strettamente dalla 135, ma più al passo con i tempi e con lo stile. Nello stesso anno, la Delahaye vinse l’ultimo Rally di Montecarlo, ma le glorie sportive non bastarono più ad assicurare una clientela, peraltro poco propensa a spese folli,  poiché molto provata dal conflitto. Nel 1954 la Delahaye chiuse definitivamente i battenti, e con essa cessò la produzione delle vetture che la resero famosa.

*****

“Delahaye 135 MS Coupé”

L’Auto, in foto, ha il telaio n. 60112 e in una recente asta , ha sfiorato il valore di un milione di euro.
Questa particolare carrozzeria di Figoni fu costruita sul “Tipo” 135 Delahaye, un modello presentato al Salone di Parigi del 1935 ed accolto entusiasticamente. Era una vettura molto piacevole da guidare grazie allo sterzo leggero, alle sospensioni anteriori a ruote indipendenti, al cambio elettro-magnetico Cotal con pre-selettore e ai freni Bendix da 14″. Il suo cuore era un motore 6 cilindri di 3,5 litri, con tre carburatori a testa emisferica, ben bilanciato, che erogava 160 cv nella più sportiva configurazione MS,  che portava  la vettura ad oltre 190 km/h.

La Delahaye 135 MS “goutte d’eau” coupé, telaio 60112, da cui prese il nome,  fu costruita per il Salone di Parigi del 1938, e proviene dalla nota collezione del defunto John O’Quinn, che l’acquistò nel 2006.
Joseph Figoni, curatore dell’archivio di famiglia,  ha supervisionato il restauro integrale (partendo dalle lamiere nude), ultimato poi dall’esperto francese Dominique Tessier, specialista dell’Atelier Automobiles Anciennes. Tessier lavorò a stretto contatto con Figoni, eseguendo  il restauro sulla base dei suoi ricordi e sulle informazioni custodite nel suo archivio. Grazie a ciò Tessier poté stabilire che il telaio 60112 era stato originariamente in colore avorio chiaro (i limiti delle vernici dell’epoca non avrebbero potuto permettere di avere una vettura bianca al 100%) che, secondo Figoni, era accoppiato ad un interno in pelle rosso scuro. Una copia, di una foto, presente nell’archivio mostra la vettura con grandi fari di profondità integrati, fanali di posizione nei parafanghi e un sottile paraurti a V. Particolarmente interessante è la griglia che, secondo Figoni, era verniciata nei colori blu, bianco e rosso della bandiera francese. Giuseppe (Joseph) Figoni, un italiano emigrato in Francia, anni prima, aveva deciso di mostrare il suo amore per la patria adottiva, la Francia, soprattutto in considerazione dei tumultuosi eventi che stavano portando alla Seconda Guerra Mondiale.

 

Probabilmente la 60112 era stata nascosta, alle forze di occupazione, durante la Seconda Guerra Mondiale e sembra sia stata ritrovata nel 1964, occultata dietro ad una catasta di canne a La Seyne sur Mer, pochi chilometri dal porto mediterraneo di Tolone nel sud della Francia. Era provvista ancora di una vecchia targa del Dipartimento delle Alpi Marittime, 308 M6. Secondo lo storico Andre Vaucourt, il ritrovamento avvenne dopo un’ostinata ricerca durata 21 anni. Colui il quale la ritrovò, Antoine Rafaelli, riuscì ad acquistarla dalla signora Michele Gautier nel 1985.

Rafaelli la reimmatricolò con targa 3506 VJ 06 e la affidò ai fratelli Conforti di Nizza per un restauro che fu eseguito fra il 1986 e il 1987. Il restauro del coupé durò quasi due anni e venne eseguito, con la massima cura, da esperti della casa produttrice con grande attenzione per i dettagli. La vettura venne privata completamente del lamierato,  prima di iniziarne il restauro di carrozzeria, telaio, motore, trasmissione e interni. In pratica il restauro, coprì ogni dado e bullone.

Tale restauro, nella parte meccanica, nella carrozzeria e nella tappezzeria, ha riportato agli antichi fasti il coupé.  

Ecco un pezzo di storia degli anni trenta, dalla forma  tondeggiante di  una goccia d’acqua, dai tratti eleganti e dai colori sabbiosi,  può rivivere  in questi tempi di frenesia , facendoci ancora sognare per qualche attimo: Quello della lettura di questo brano.

 

Emilia Di Roccabruna

 

 

4 thoughts on ““GOCCE D’ACQUA, MOTORI E RICORDI”

  1. “La bellezza è l’unica realtà contro cui la forze del tempo sia vana.
    Ciò che è bello è una gioia per tutte le stagioni ed è un possesso per tutta l’umanità”
    Oscar Wilde

    Famose auto d’epoca fascinose,
    eleganti signore d’altri tempi,
    magnifiche ragazze sempre attuali,
    sogni d’amore ben accessoriati,
    formosi pensieri metallizzati,
    dall’anima possente,
    dalle linee parlanti,
    disinvolte, preziose, vanitose,
    fuoriserie, coupé,
    spider e cabriolet,
    sfilano in riva al mare
    come modelle sulla passerella,
    come fulgide stelle da ammirare,
    come chimere ghiotte da sognare,
    nell’oasi assolata
    che gusta cromature e bei fanali
    e tersi paraurti luccicanti,
    mentre lieti gabbiani spiegan le ali
    e fanno festa in stormi brulicanti,
    mentre le onde parlottano leggere
    dei bei cruscotti in ràdica
    e delle gomme con i fianchi bianchi,
    nubi curiose soffici spumeggiano
    sopra le dive splendide ed altere,
    in un caleidoscopio iridescente
    di brillanti flash dell’esposizione
    s’infervora la spiaggia amabilmente.

    Un articolo bello, completo, di spessore e racchiuso nella presenza, vivida, dell’amore per il bello e il raffinato.
    Siete una piacevole scoperta, mia Signora.
    Una scoperta di cui, da adesso, non riusciremmo a farne a meno.
    Grazie, anche, per la Vostra immeritata e sconsiderata dedica.

    Lasciammo, fra le Vostre righe, la nostra più alta considerazione per i Vostri, indiscussi, meriti.

    cordialità

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