“COLORI E CUORE”

Quanti sono i colori che ci circondano e quante sono le sfumature che derivano da essi?

La natura, in ogni momento, ce ne regala a migliaia e sono tutti meravigliosi. Il rosso placido e morbido dei tramonti. Rosso è il simbolo del sangue, della sensualità, della fiamma calda che illumina lo spirito e che riscalda il corpo. Il bianco candido della neve; il niveo abito di una sposa; il bianco, la pagina vergine sulla quale si può ancora scrivere.  L’indaco tenue e timido dell’alba, miscuglio magico dell’azzurro e del viola, è simbolo di spiritualità e di risveglio interiore. In alcuni testi di esoterismo, l’indaco, agisce sui sensi aumentando il tono dell’umore, in caso di malinconia e fa sì che ci si elevi spiritualmente per guardare con occhio critico la realtà che ci circonda. Il blu del mare profondo, delle pietre turchesi e delle immensità del cielo. Il blu non rappresenta soltanto gli elementi naturali, ma raffigura anche il colore dell’anima e la lealtà nei sentimenti. Ricordo, inoltre, il giallo del sole d’estate, dell’elegante ginestra e della mimosa. Il grigio fumoso delle giornate plumbee e nebbiose d’autunno. L’arancio del melone e delle pesche mature.

Numerosi colori fanno da tavolozza al nostro vivere quotidiano e ogni colore ha un fascino misterioso, un significato psicologico e fisiologico. Questo significato è universale ed è lo stesso in tutto il mondo, sia per i bambini, sia per gli adulti; per gli uomini e donne, della nostra, o di altra cultura. Ognuno di noi predilige un particolare colore che rispecchia un nostro determinato stato d’animo esprimendo, così, ciò che siamo intimamente. Noi siamo colori ed emozioni. Ogni sorriso è un colore; la gioia, l’amore hanno migliaia di gradazioni e svariate consistenze. Ci siamo mai chiesti, dunque, quali e quante tonalità ha il dolore? Io me lo sono chiesta molte volte. Quando iniziavo a trovare una risposta, credendo di essere arrivata a una soluzione sicura, ecco che le mie certezze vacillavano.

Per anni, e anche adesso qualche volta, mi sono vestita di nero.  Colore elegante, mai sfacciato, sobrio, che ben si addice a una donna della mia età.  Il nero è stato la mia ribellione ai colori e rappresentava il limite assoluto oltre il quale c’era il nulla. Era il “no”, in opposizione al “sì” del colore bianco. Il nero simboleggiava la mia negazione, descrivendo la rinuncia, l’abbandono che, per anni, mi ha fortemente influenzata nella scelta di altri colori. Il nero, da me vissuto, era la locandina di me stessa, quasi come uno stato di lutto perenne. Poi, in un giorno d’inverno, un uomo mi insegnò i colori.

Una pennellata di rosso, una borsa verde, un paio di orecchini di corallo con perle bianche, mi hanno riportata a contatto con me stessa e con il nero che avevo dentro. Iniziai, così, ad elaborare il mio lutto e il mio dolore e  iniziai a misurarlo. Quante volte mi son chiesta come si misura il dolore. Forse con l’alternarsi, adultero, del giorno e della notte. Forse con l’incalzare dei giorni tristi, che annegando nei mesi, scompaiono, senza traccia, nel tempo. Il dolore si può misurare con la forma arcuata delle braccia vuote, con il segno concavo che forma il ventre isterilito fin quando, in un attimo, ti accorgi che il tutto è cambiato. Forme, colori, visi che amavi, silenzi e cuori scevri da sentimenti. Tutto diventa scuro e pesante. Quel dolore, malgrado tutto, lo ritrovi, dove lo lasciasti l’ultima volta, in quell’angolo buio che dà forma e peso alla propria anima.

Così trascorrono i secondi, i minuti e le ore. Perdute, come vecchie foto polaroid dai colori sbiaditi, dentro qualche cantina buia o nel fondo polveroso di un vecchio baule.

Alcune volte, il dolore, si misura con la “Tua” assenza e non esiste misura che possa colmare il vuoto, da “Te” lasciato entro queste mura. Nel tempo, ho cambiato il nero con i colori scoprendo che il dolore si misura, anche, con l’Amore.

L’Amore è l’unico atto che ci riporta a noi stessi, per cui tutte le gradazioni di nero, si trasformano in un arcobaleno. Soltanto amando ed essendo amati ci porta a vedere il mondo a colori, perché la vita è un battito di ciglia … e dopo saremo morti troppo a lungo.

Ecco… In punta di piedi e con un leggero tratto di penna, vi ho lasciato un pezzo di cuore e le mie emozioni. Fatene ciò che volete. Ma ricordate, è tutto quello che mi rimane. Da qui all’eterno.

Con affetto, vostra sempre, Emilia.

***********

La prima immagine dell’articolo si intitola ” COMODORO RIVADAVIA”, gentilmente concessa da Ninni Raimondi.

L’ultima foto “IN PUNTA DI PIEDI” è di Natalia Drepina, Deviantart.

Il resto delle immagini sono state reperite via Google Immagini.

Ringrazio gli autori.

20 thoughts on ““COLORI E CUORE”

  1. Gentile Signora, ho letto con grande attenzione ed emozione il Vostro scritto. La scoperta dei colori attraverso l’Amore di Vostro Marito. Una vera magia di sensibilità. Vi auguro una settimana serena. Con stima Orofiorentino

    • Mia cara Orofiorentino, grazie per il vostro scritto. Mi sono innamorata dell’uomo che poi è divenuto mio marito in tarda età, non credevo che l’amore esistesse, ma mi sono dovuta ricredere. Lui è il mio tutto. Lui è tutt’ora presente, anche se non fisicamente. Lui tornerà presto e mi riporterà migliaia di colori e la solitudine diverrà una piccola ombra. In fondo siamo sempre stati “NOI”, anche se a volte divisi da un destino poco magnanimo. Ricambio l’augurio, abbiate una serena settimana. A presto.
      Vi stringo.

  2. Pingback: Emilia di Roccabruna | Lord Ninni

  3. Siete una donna profondamente poetica e sentimentale. Congratulazioni per il Vostro artiolo e … pe quanto, ci pregiammo scrivere – su di voi – presso il nostro umile spazio web.

    Cordialità

  4. Gentile Signora,
    leggo, con piacere, il suo brano (ho preferito l’originale qui, oltre che alla segnalazione presso il Blog di Lord Ninni) per manifestarle tutto l’interesse per le sue considerazioni che le fanno onore in un momento, come questo, dove le speranze si mescolano al disagio sociale.
    E’ riuscita a dare una sferzata di energia a chi, in cerca di un piccolo ausilio, riceve un grande aiuto.
    La sua profonda umanità.

    Le ripeto la frase che compare nella chiusa dell’articolo a lei dedicato, da parte di Lord Ninni:
    “Abbiamo bisogno di persone così”.

    Le auguro una serena domenica

    Hilde Strauß

    • Hilde cara amica, e mi permetto di darti del tu, scrivere di sentimenti è, in qualche modo, tentare di riempire quegli spazi vuoti che la vita spesso ci regala. Vuoti pieni di buio; Vuoti da riempire di colori, di emozioni e di tutte quelle belle cose che ci riportano ad essere Noi stessi. Scrivere, per me, è un modo per creare dei legami, (tranne quando strapazzo l’impiegato Monti) per costruire dei ponti che mi trasportino verso gli altri. Quando avviene il contatto con l’altro, avviene una sorta di piccola magia. Avviene quel qualcosa di piacevole che ci fa stare bene e che fa sembrare ogni giorno domenica.

      “Ma contro i sentimenti siamo disarmati, poiché esistono e basta, e sfuggono ad una qualunque censura. Possiamo rimproverarci un gesto, una frase, ma non un sentimento: su di esso non abbiamo alcun potere…” Milan Kundera

      Ti lascio un abbraccio caro. Grazie di cuore per esserci.

  5. Cara Signora Emilia,
    capisco che in passato non ci siamo comprese, sicuramente per colpa mia, forse troppo acida con la vita e la mia rinuncia a tutto ( si, sono stata sfortunata nella vita e negli affetti più intimi, ma forse è la prima volta che chiedo scusa e inizio da lei che, oggi, mi ha dato la sua visione della vita, che è bella e mi fa un po’ paura ( ho paura di tutto e reagisco come un leone inseguito
    dal domatore che … deve sempre domare … e domarmi sempre. Una specie di fallita … ) .Lei è brava ed è quel qualcosa in cui credere e che mi è sempre mancato.

    Ho sempre cercato di colpire, magari prendendo a prestito un po’ dagli altri, solo perchè vorrei essere così.
    Accetti la mia amicizia, grazie.

    HG

  6. Gentilissima Donna Emilia: Vi prego di accettare i miei più sentiti complimenti per aver letto il Vostro articolo su La Stampa. Questo Vostro brano è di una delicatezza e sentimento unico che ben merita ogni omaggio nei Vostri confronti.

    Mi permetto di riallacciarmi alla Vostra richiesta di come fare ad inserire un brano musicale nel blog. Io non lo so fare ma una mia carissima amica lo sa. Le ho accennato il problema e mi ha pregato di riferirLe che si può fare conuna certa facilità. Bisognerebbe che Voi prendeste contatto con lei tramite mail ( che qui riporto : jalesh_jalesh@yahoo.it ). il motivo è semplice: il codice necessario non si può mettere in un commento perchè non viene riportato.
    Vi assicura, Signora che la mia Amica è persona davvero meritevole.

    Permettetemi un carissimo saluto e ancora tutte le mie congratulazioni.
    Vostra Giovanna alias OROFIORENTINO

    Un saluto cordiale alla Signora Berta.

    • Cara Giovanna, grazie per tutto il cuore che hai lasciato qui da me.
      La mia età e spesso anche la mia stanchezza, mi portano a fare lunghe pause da questo spazio virtuale.
      Quando torno è magia… ed è bello trovarti qui …
      Ti lascio un piccolo pensiero…
      “Ogni volta che ti lascio, trattengo negli occhi lo
      Splendore del tuo ultimo sguardo. E allora
      Corro a rinchiudermi, spengo le luci, evito ogni
      Rumore perché nulla mi rubi un solo atomo della
      Sostanza eterea del tuo sguardo, la sua infinita dolcezza,
      La sua limpida timidezza, la sua fine estasi.
      Tutta la notte, con la punta rosata delle dita,
      Accarezzo gli occhi che ti hanno guardato”.

      Alfonsina Storni

      Ti lascio un abbraccio caro… grazie di esserci

  7. Signora, ho letto con molto piacere tutto quello che ha scritto.
    Mi ha commossa nel profondo.

    Si vive una volta soltanto e vivere grazie alle sue parole è luce!

    Le auguro una serena domenica

    Annelise

    • Annelise, mia piccola cara… Ti lascio una piccola storia indiana… so che ti piacerà.
      Grazie di cuore. Un abbraccio caro.

      “Il cuore più bello del mondo

      C’era una volta un giovane in mezzo a una piazza gremita di persone che diceva di avere il cuore più bello del mondo. Tutti quanti glielo ammiravano, era davvero perfetto, senza alcun minimo difetto. Erano tutti concordi nell’ammettere che quello era proprio il cuore più bello che avessero mai visto in vita loro, e più lo dicevano più il giovane si vantava di quel suo cuore meraviglioso. All’improvviso spuntò fuori dal nulla un vecchio, che emergendo dalla folla disse: “Beh, a dire il vero… il tuo cuore è molto meno bello del mio.” Quando lo mostrò, aveva puntati addosso gli occhi di tutti. Certo, quel cuore batteva forte, ma era ricoperto di cicatrici. C’erano zone dalle quali erano stati asportati dei pezzi e rimpiazzati con altri, ma non combaciavano bene, così il cuore risultava tutto bitorzoluto ed era anche pieno di grossi buchi dove mancavano interi pezzi. Così tutti quanti osservavano il vecchio colmi di perplessità, domandandosi come potesse affermare che il suo cuore fosse il più bello. Il giovane guardò com’era ridotto quel vecchio e scoppiò a ridere: ” Starai scherzando !”, disse. “Confronta il tuo cuore col mio, il mio è perfetto, mentre il tuo è un rattoppo di ferite e lacrime.” “E’ vero !”, ammise il vecchio. “Il tuo ha un aspetto assolutamente perfetto, ma non farei mai cambio col mio. Vedi, nel mio ciascuna ferita rappresenta una persona alla quale ho donato il mio amore, alla quale ho dato un pezzo del mio cuore, e spesso, ne ho ricevuto in cambio un pezzo del loro a colmare il vuoto lasciato nel mio cuore. Ma certo ciò che dai non è mai esattamente uguale a ciò che ricevi e così ho qualche bitorzolo, a cui però sono affezionato, ciascuno mi ricorda l’amore che ho condiviso. Altre volte invece ho dato via pezzi del mio cuore a persone che non mi hanno corrisposto e questo ti spiega le voragini. Amare è rischioso ma per quanto dolorose siano queste voragini che rimangono aperte nel mio cuore, mi ricordano sempre l’amore che ho provato anche per queste persone… e chissà ? Forse un giorno ritorneranno e magari colmeranno lo spazio che ho riservato per loro. Comprendi adesso che cosa sia il vero amore ?” Il giovane era rimasto senza parole e lacrime copiose gli rigavano il volto. Allora prese un pezzo del proprio cuore, andò incontro al vecchio, e gliel’offrì con le mani che gli tremavano. Il vecchio lo accettò, lo mise nel suo cuore, poi ne prese un pezzo rattoppato e con esso colmò la ferita rimasta aperta nel cuore del giovane. Ci entrava ma non combaciava perfettamente, faceva un piccolo bitorzolo. Poi il vecchio aggiunse: “Se la nota musicale dicesse che non è la nota che fa la musica… non ci sarebbero le sinfonie. Se la parola dicesse che non è una parola che può fare una pagina… non ci sarebbero i libri. Se la pietra dicesse che non è una pietra che può alzare un muro… non ci sarebbero case. Se la goccia d’acqua dicesse che non è una goccia d’acqua che può fare un fiume… non ci sarebbero gli oceani. Se l’uomo dicesse che non è un gesto d’amore che può rendere felici e cambiare il destino del mondo… non ci sarebbero mai né giustizia, né pace, né felicità sulla terra per gli uomini”. Dopo aver ascoltato, il giovane guardò il suo cuore, che non era più “il cuore più bello del mondo”, eppure lo trovava più meraviglioso che mai perché l’amore del vecchio ora scorreva dentro di lui. Ogni persona con il suo cuore, con i suoi bitorzoli, con i suoi vuoti e con tutto ciò che nel corso degli anni si è donato e si è ricevuto. Come la sinfonia ha bisogno di ogni nota, come il libro ha bisogno di ogni parola, come la casa ha bisogno di ogni pietra, come l’oceano ha bisogno di ogni goccia d’acqua, così il mondo ha bisogno di NOI, ha bisogno del nostro amore, perché siamo unici ed insostituibili.”

      Grazie, e un abbraccio

  8. Cara Emilia,

    un dolce abbraccio. Le Vostre immagini, parole splendide e delicate.

    P.s. Bellissimo ” u caruggio” ligure. Uguale a quello della mia piccola cittadina rivierasca.

    Serena giornata.

    Giò

    • Rosa scura, Giò…grazie a te per il passaggio…
      Mi è venuto in mente un pezzo che ti descrive…

      ““Apparteneva a quel tipo di donne malinconiche che sembrano fatte di miele scuro, liscio e dolce e incredibilimente appiccicoso, che con un gesto vischioso, una scossa di capelli, una sola lenta sferzata del loro sguardo dominano l’ambiente, e tuttavia restano impertubabili come al centro di un uragano, apparentemente inconsapevoli della propria forza gravitazionale, con cui attraggono irresistibilmente a sé i desideri e l’anima sia degli uomini sia delle donne.”

      Il Profumo – P. Suskind

      Un abbraccio caro… e fai la brava.

      Ps: La foto, come descrivo a fine pezzo, mi è stata gentilimente concessa da Milord Ninni…
      Non un caruggio… ma COMODORO RIVADAVIA.

  9. Ancora oggi, dopo secoli … e a me paiono solo trascorsi pochi giorni … il Dolore è Vivo.
    Così come quel Suo colore del tutto Particolare, un gradevole ed intenso Rosso Cupo, con tonalità di Porpora ed Amestista disseminate qua e là e Mai per Caso … a ricordare le Ferite e le Gioie Immense; i Tramonti ed i Silenzi dipinti con i Colori dell’Anima.

    E quando il Tempo fluisce a ritroso, deciso a cercare e a perdersi nei corridoi dei ricordi; ogni elemento della Vita stessa ritorna all’inizio del proprio Cammino. Come a voler dire e a volerCi Insegnare che Nulla Muore … Ogni sfumatura, ogni piccolo dettaglio resta a colorare quest’infinita parete che siamo Noi.
    Ogni colore che portiamo dentro è una piccola Voce alla quale confidiamo ciò che siamo stati, per consegnarlo a ciò che saremo.
    ___
    Cara Emilia, ciò che avete scritto è Verità del Cuore. E mi ha permesso di raggiungere un Luogo dal quale ero fuggita molto tempo fa. Grazie.
    RiTrovare quel Luogo è stato come tornare a Casa. Finalmente.

    I Miei Rispetti
    Ni’Ghail
    Slàn

  10. Carissima Donna Emilia, spero stiate bene e sia possibile avere un Vostro nuovo post al più presto. Un carissimo e sincero saluto Vostra Orofiroentino.
    Cordialità alla Signora Berta che vi assiste fedelmente.

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