“IL GRANDE INVERNO”

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“IL GRANDE INVERNO”
Di Emilia Di Roccabruna

“Vorrei imitare
questo paese
adagiato
nel suo camice
di neve” G. Ungaretti

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DIVIDERS (2)

BUON 2014 Cari lettori.
E’ passato un po’ di tempo dal mio ultimo post. Tempo che ho dedicato alla lettura e alla ricerca di tutte quelle notizie, che spesso, passano in secondo piano. Notizie taciute volutamente dai media o irrilevanti nel piano sociale e culturale? Non lo so. Chi mi legge sa che ho avuto da sempre un occhio particolare per le tesi “complottistiche” ; Di qualsiasi natura esse siano. Molti dei pezzi che ho redatto, documentati da articoli con link annessi, non vogliono avere la velleità di descrivere la verità assoluta. Con essi, voglio mettere solo alcuni punti di domanda per poter, poi, farsi un’idea personale. Farsi delle opinioni, porsi dei quesiti, aiuta a scindere ciò che può essere vero o falso.  “IL GRANDE INVERNO”, titolo di questo articolo, potrebbe fuorviare i più. L’inverno è per antonomasia la stagione più difficile, la stagione del freddo e della carestia, del buio e del disagio. La stagione invernale, a molte persone, porta malanni e persino acuizza gli stati di depressione. Lo stesso effetto mi ha fatto l’intervista che ha rilasciato Mario Monti alla CNN nel maggio 2012, passata in sordina (forse per mia distrazione), è ciò che mi ha lasciato in animo. Il gelo. Ed è noto, che al gelo ci si addormenta e poi si muore. L’intervista che ha rilasciato, innocentemente Mario Monti alla CNN, mi ha raggelato. Verità o complotto? Lascio a voi l’ardua sentenza. Lascio parlare i fatti.

Monti: “We are actually destroying domestic demand through fiscal consolidation”
Tradotto: “In realtà stiamo distruggendo la domanda interna tramite il consolidamento fiscale”

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“Alla fine l’ha detto. Intervistato dalla CNN, Mario Monti dichiara: “Stiamo effettivamente distruggendo la domanda interna attraverso il consolidamento fiscale. Quindi, ci deve essere una operazione di domanda attraverso l’Europa, un’espansione della domanda“. Cosa era venuto a fare l’abbiamo sempre saputo, ma forse lui non l’aveva mai detto così chiaramente. Volete trasformare l’Italia in una conveniente fabbrica dove comprare manodopera a basso costo? Facile, bisogna distruggere la domanda interna. E’ Mario Monti a spiegare lo sconcertante progetto in un’intervista rilasciata alla CNN. Come si distrugge la domanda interna? Alzi le tasse e svaluti i salari. Così la gente non ha più soldi e compra di meno. Ma non basta: lo Stato potrebbe sempre alzare la spesa a deficit, cioè investire sui cittadini, mediante politiche sociali (esempio: reddito di cittadinanza) o creando lavoro. E allora cosa facciamo? Semplice: inventiamo il pareggio di bilancio e lo mettiamo addirittura nella Costituzione, così da rendere impossibile qualunque ripensamento. Era l’equazione che ci avrebbe matematicamente reso più poveri. Ricordate? Se costringi la somma delle entrate e delle uscite di uno Stato ad annullarsi a vicenda, allora se punti sulle esportazioni devi per forza massacrare i portafogli. E’ quello che ha fatto Monti”.

Perchè? Che cosa significa “una domanda attraverso l’Europa”?

“-Significa innanzitutto diventare un centro di produzione a basso costo per i ricchi paesi del nord (Germania in testa), una specie di Cina europea, così da non essere costretti a comprare dai trafficanti di diritti di Pechino, per togliere il mercato all’oriente spregiudicato. Lo fai diminuendo i costi di produzione, e siccome le materie prime le paghiamo sempre uguale, bisogna pagare di meno gli stipendi e diminuire i diritti (vi dice niente la battaglia per la modifica dell’articolo 18?). Come li costringi, i lavoratori, ad accettare uno standard di vita meno dignitoso? Li getti nella crisi più nera, svendi tutto il patrimonio di economia nazionale e permetti ai nuovi padroni di delocalizzare all’estero. Gli togli le case con Equitalia. Costringi le fabbriche a chiudere: meno offerta di lavoro uguale più domanda, cioè milioni di persone senza reddito disposte a qualunque cosa pur di avere un tozzo di pane.
-Significa anche che se i tedeschi basano tutta la loro economia sull’export, hanno bisogno di comprare a prezzi accettabili: con un euro forte, tagliato su misura per le loro tasche, venire a fare shopping in Italia è come andare all’outlet nel periodo dei saldi. E significa anche, nel quadro di strategia geopolitica occidentale, trovare alternative per limitare lo strapotere commerciale dei brics, e magari togliere potere a quella Cina che detiene la maggior parte del debito americano.
Prendi, ad esempio, un Paese massacrato dal debito pubblico, ricattabile, ma anche industrializzato, dunque con le possibilità e le competenze produttive per soddisfare la tua domanda, e lo trasformi in una miniera a basso costo. Un piano iniziato negli anni ’80, ai tempi di Kohl e Mitterrand. Un disegno criminoso, deciso sulla testa dei popoli, senza consultarli. Una strategia complessiva che fonda tutte le sue possibilità di riuscita sull’esistenza di una élite di potere che domina incontrastata, attraverso il controllo della meta-finanza (EFSF, MES, LTRO, FISCAL COMPACT, REDEMPTION FUND…) e attraverso la costruzione di un’unica, enorme, sovranazione dove il controllo democratico è inesistente (e dove i think-tank sostituiscono i parlamenti), alla quale le evoluzioni dei socialismi europei hanno venduto l’anima, nell’illusione iniziale (condivisa con la Casa Bianca) di impedire l’ascesa di nuovi autoritarismi e di riuscire finalmente ad assicurarsi la vittoria politica che cercano da un secolo: creare una “Internazionale” finalmente vincente e definitiva. Un progetto che ha come termine ultimo la nascita degli Stati Uniti d’Europa, nei quali l’Italia diventa la Calabria e Helsinky la Lombardia”.

Mario-Monti1“Resta un “ma”: quell’insostenibile anelito dei popoli alla libertà, quella fissazione verso termini e concetti desueti come “democrazia”, quell’irriducibilità a rivendicare la propria sovranità elettiva. Resta un’opinione pubblica da condizionare, da convincere che non esistono altre strade oltre a quella che Monti in Italia e Papademos in Grecia sono stati mandati a progettare, passando sopra ad ogni forma di conquista sociale, espropriando terreni dove troppi diritti sono stati costruiti, inquinando o prosciugando le falde acquifere dove i popoli soddisfano la loro sete di cultura. Si innesca l’obbligo di abbattere o contenere ogni resistenza. E allora bisogna investire fondi europei per “un’analisi quantitativa dei media”, per monitorare le comunicazioni nei paesi euroscettici, per identificare i temi più rilevanti e per assoldare una squadra di piccoli Goebbels in grado di reagire prontamente e fare una propaganda mirata (vedi The Telegraph: EU to setup euro-election ‘troll patrol’ to tackle Eurosceptic surge). Bisogna combattere i “populismi”, cioè chiunque insista nel coltivare la convizione che le élite non abbiano un mandato divino a governare sul cielo e sulla terra (né le loro soluzioni siano le migliori a prescindere), ma la sovranità appartenga al popolo, qualunque uso ne voglia fare. Una convinzione che si basa sul presupposto che esiste una casta di individui nobili, colti, intelligenti, saggi, che sanno cosa è bene e cosa è male, e una sterminata distesa di individui primordiali, poco istruiti ma essenziali e funzionali, tanto che secondo uno studio accreditato devono restare in apnea, persone che devono essere educate e guidate come buoi fuori e dentro la stalla”. “E così Enrico Letta, buttandoci fumo negli occhi, inizia la sua pseudo-farsa-immobile-offensiva: “Fermiamo i nemici dell’Europa“. “Se i populisti in Europa superassero una percentuale del 25 per cento questo sarebbe molto preoccupante. Il rischio che il Cinque Stelle risulti il primo partito alle Europee è molto forte. Non possiamo limitarci ad essere timidi con Grillo, o soltanto placcarlo“. No, non possono limitarsi a questo. Ci vuole qualcosa di più forte. Del resto, “La possibilità che nel prossimo Europarlamento ci sia tra un quarto e un quinto di deputati euroscettici o populisti è ormai più che probabile“, si legge sempre su La Stampa di oggi, dove contro Grillo scende in campo un altro super-burocrate europeo come Martin Schulz, lo stesso che poco tempo fa si lasciava sfuggire che le banche ci starebbero truffando. C’è l’estrema sinistra greca, Syriza. Ci sono i Veri Finlandesi. Ci sono gli anti immigrati ungheresi Jobbik. C’è l’ultradestra austriaca di Strache (il successore di Haider, morto in un controverso incidente stradale)”.

FT IRROMPE SU VOTO;MONTI IRRITATO, PD ESULTA: NOI ALTERNATIVA“Ma è nelle parole di Enrico Letta che si annida la madre di tutte le contraddizioni. Letta, quello del pizzino a Mario Monti in cui lo rassicurava che avrebbe fatto tutto quanto nelle sue disponibilità, sia ufficialmente che ufficiosamente. E qui il cerchio si chiude. “Se i populisti in Europa superassero una percentuale del 25 per cento sarebbe molto preoccupante“. Sta dicendo che se l’Europa fosse davvero democratica, accogliendo nelle istituzioni l’esito della volontà popolare che si esprimerà nelle urne, questo rappresenterebbe un pericolo per l’Europa stessa. Sta dicendo, cioè, che l’Europa si salva solo se non è democratica, ovvero se c’è qualcuno a guidarla al di fuori del legame di responsabilità politica che lega l’eletto all’elettore.Qualcuno di elitario, di incontrollabile, che risponde a logiche diverse da quelle che esprime il popolo. Qualcuno come lui, come Mario Monti, come Mario Draghi, come Herman Van Rompuy, qualcuno da mettere a capo della Bce, del Fondo Monetario Internazionale, dell’Eba, qualcuno che diventi primo ministro di ogni singolo Stato membro, indipendentemente dalle operazioni di voto, qualcuno che faccia parte dei 17 supergovernatori che gesticono il Mes, qualcuno che rediga i memorandum da firmare per acconsentire ad ulteriori cessioni di sovranità, qualcuno che influenzi le elezioni nelle regioni periferiche dell’Europa, come ha fatto Angela Merkel in Grecia prima e in Italia due volte. Di chi stava eseguendo gli ordini, Mario Monti, quando ha preso il potere per tagliare le pensioni e distruggere la domanda interna? Perché qualcuno glielo aveva chiesto, come dimostra anche l’ultimo duro documento del dipartimento del Tesoro Usa scritto in conseguenza dello scontro sul caso NSA: “La crescita anemica della domanda interna tedesca e la dipendenza di questo Paese dalle esportazioni hanno ostacolato il ribilanciamento delle economie proprio quando a diversi altri Paesi dell’eurozona era stato chiesto di contribuire all’aggiustamento frenando la loro domanda interna e comprimendo le importazioni. Il risultato di tutto ciò è stato una tendenza deflazionista prima dell’area dell’euro e poi dell’economia mondiale“. Glielo hanno chiesto le lobby americane, del quale egli ha perseguito a lungo il vantaggio materiale, come presidente della Commissione Trilaterale? E’ un giochetto sfuggito di mano?
Che facciano esperimenti sulla pelle dei popoli, degli imprenditori che si suicidano, di milioni di poveri che perdono il lavoro e la casa, costretti a subire e repressi con la violenza se osano lamentarsi, questo è impunemente, sfacciatamente perfino dichiarato. Già, perché, continua la stessa intervista rilasciata da Monti alla CNN: “Direi perfino che la crisi greca, se la consideriamo fin dalle sue prime manifestazioni nel 2010, ha confermato in maniera vivida che l’Europa diventa adulta e più forte attraverso le crisi, perché potremmo essere capaci o incapaci, alla fine, a risolvere la crisi greca, ma in questo processo abbiamo raggiunto un grado maggiore di coordinazione a priori delle politiche fiscali nazionali“.A ben vedere, una specificazione di quello che aveva già detto in precedenza: “Nei momenti di crisi più acuta: progressi più sensibili. Non dobbiamo sorprenderci che l’Europa abbia bisogno di gravi crisi per fare passi avanti. I passi avanti dell’Europa sono per definizione cessioni di parti di sovranità nazionali a un livello comunitario. E’ chiaro che il potere politico, ma anche il senso di appartenenza dei cittadini a una collettività nazionale possono essere pronti a queste cessioni solo quando il costo politico e psicologico del non farle diventa superiore al costo del farle perché c’è una crisi in atto, visibile, conclamata. […] Abbiamo bisogno delle crisi per fare passi avanti, ma quando una crisi sparisce rimane un sedimento, perché si sono messi in opera istituzioni, leggi… eccetera… per cui non è pienamente reversibile”.

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Riassumendo, questi sono gli scopi possibili di questa strategia, messa in scena dal (Dis)Onorevole e  dall’attuale Governo , da ” Grande Inverno”:
-Svalutare gli asseti per poterne fare incetta a costi stracciati col denaro prodotto da banche centrali e dark pool (il circuito delle grandi banche mondiali che controllano anche la Fed e che ha lasciato recentemente a secco le banche italiane, come strumento di pressione o meglio coercizione politica);
-Impadronirsi di tutto il reddito disponibile;
-Rendere la popolazione docile e sottomessa e piegarla a un nuovo assetto politico, fiscale, sociale, con cessione della gestione del bilancio e del fisco a organismi europei a guida tecno-tedesca (Ridurre l’Italia a una colonia?);
-Indurre un calo forte, rapido e costante dei consumi, quindi dell’inquinamento e dello sfruttamento della materie prime, per proteggere la biosfera e prevenire un imminente tracollo ecologico.
Tradotto in soldoni: “chi se ne frega se i greci muoiono e se gli italiani si suicidano, noi dobbiamo “fare” gli Stati Uniti d’Europa e giocheremo con i nostri alambicchi e le nostre provette finché come per magia da una nuvoletta, pufff, uscirà qualcosa che gli assomiglia. Un circo delle pulci in cui le pulci possono solo saltare o essere schiacciate”. Siamo dentro ad un gelido inverno, non so se si riuscirà ad uscirne indenni. A maggio 2014, il loro giochino potrebbe rompersi. Il nostro governo ha sulle spalle un fardello che si chiama “popolo stremato” da mesi di carestia. Mi auguro che questo anno sia l’ultimo. Ultima fermata. Poi, si spera, il capolinea. Poi, si spera, arrivi la primavera.

nnn

DIVIDERS (2)

Nonostante le mie ricerche sui vari quotidiani online abbiano dato esiti negativi, sono riuscita a trovare notizie più approfondite, traendo parte del testo, tra virgolette e in corsivo, da: http://www.ilnavigatorecurioso.it/2013/11/10/la-malefica-confessione-di-mario-monti-stiamo-distruggendo-la-domanda-interna/

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Immagini: Photo credit should read DAMIEN MEYER/AFP/Getty Images

Google Immagini

4 thoughts on ““IL GRANDE INVERNO”

  1. Buongiorno Signora Emilia, ho letto il suo articolo. Nonostante sia corposo è ben documentato. Facilmente leggibile anche da chi non è addetto ai lavori. Queste sono le magagne e gli sproloqui che a noi poveri, e comuni, cittadini vengono nascoste dai rappresentanti del governo. Monti è uscito dalla porta ed è rientrato dalla finestra. In fondo è un tecnico che si è nascosto nell’ombra a tirate i fili di quel burattino che è Lettamaio. A corredo le lascio un altro articolo. L’intervista esclusiva al Columnist economico del Telegraph di Alessandro Bianchi.

    http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=6&pg=5961

    Continui così. La saluto cordialmente.

    De Mario FrancescoLuigi

  2. Ma perchè parliamo ancora di questo essere inguardabile? In un paese normale sarebbe rinchiuso in uno zoo a spaventare i bambini che non vogliono mangiare…….

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