“1914-2014” LA GRANDE GUERRA

DIVIDERS (2)

“1914-2014” L’inizio.

Di Emilia di Roccabruna

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DIVIDERS (2)

1914-2014. Cento anni.
Cent’anni lunghi da contare, eppur veloci come un battito di ciglia.
Cent’anni di ricordi sul primo conflitto mondiale che ci vengono consegnati dalla storia, e riportati alla luce, in questo giorno della memoria.
Cent’anni e una dichiarazione di guerra.
Cinquanta anni erano stati necessari per costruire l’Europa. Cinque giorni bastarono per farla esplodere. Dolore e sangue innocente. Trincee, fango, filo spinato, corpi di giovani soldati martoriati da mitragliatrici, baionette e gas tossici.
Migliaia di pagine sull’argomento “Grande Guerra”, infinite quantità di documentazioni originali che si sono salvate tra le maglie del tempo, altrettante migliaia di fotografie sbiadite e di filmati riguardanti il cruento periodo storico. Alla luce di quei periodi cruenti, oggi, la Prima Guerra Mondiale sembra più attuale che mai, poiché da allora non si smise, mai, di imbracciare le armi.

fantiitaliani01La “Grande Guerra”. Evento epocale che sconvolse milioni di persone e scaraventò i paesi belligeranti in un conflitto totale di proporzioni inaudite e dagli effetti spietati che coinvolse tutto il mondo, tutte le donne, tutte le etnie e tutte le religioni. L'”infernale” conflitto non risparmiò il territorio Italiano, che pagò con un alto tributo di vittime. In un batter d’occhio venne trucidata una generazione intera di giovani uomini; quelli nati nel 1899. L’Italia consegnò alla “Grande Guerra” i “Ragazzi del ’99”, come vennero chiamati i soldati dell’ultima leva disponibile da opporre al nemico al fronte nel 1917.
Erano gli ultimi figli del secolo che aveva visto, all’inizio, il declino della stella di Napoleone e l’ascesa di quella degli Asburgo, la nascita dell’Italia e della Germania, il colonialismo di tutti gli Stati che se lo potevano permettere, la rivoluzione industriale, la luce elettrica, l’automobile e lo sfruttamento del proletariato, il nazionalismo e la belle époque, il telegrafo senza fili e il cinema. Questi giovani patrioti fecero in tempo ad ascoltare “Tripoli bel suol d’amore”, dare un’occhiata ai giornali che si infiammavano sulla guerra scoppiata il 28 luglio 1914, nella quale l’Italia si buttò il 24 maggio dell’anno dopo, il 1915, sicura che sarebbe stata di breve durata. Pochi istanti e, quei giovani, si ritrovarono assassinati. Furono una realtà che segnò l’ultimo anno della guerra. Molti di quei giovani borghesi o figli delle classi subalterne, furono spronati dalla propaganda a difendere la loro terra, la loro casa, la loro famiglia, il loro onore e quello dell’Italia.

Grande-GuerraMa che cosa è successo, davvero, in Europa nel 1914? Sapevate, ad esempio, che quasi tutte le nazioni, per scagionarsi, distrussero la documentazione che riguardava il proprio ruolo nella guerra o ne crearono una fittizia? O che, ad esempio, il giorno più sanguinoso di tutti non fu la Battaglia della Somme del 1916, come molti credono, ma il 22 agosto 1914, quando la Francia contò 24.000 morti in un paio d’ore (e più di un milione in cinque mesi)? Con questo mio primo articolo, e con gli altri che farò seguire, cercherò di ripercorrere, insieme a voi lettori, le tappe fondamentali di una guerra che non si deve dimenticare. Vi prenderò per mano, e attraverseremo gli anni in cui la società era terrorizzata dalla devastazione, dalla miseria e dalla morte. Ricorderemo insieme le persone che perirono per noi.

Ricorderemo la “Grande Guerra” che si trasformò in grande catastrofe.

Tutte le vittime verranno ricordate; e la loro morte non sarà stata vana.
Rivivranno nei racconti e nei ricordi.

Onore ai caduti.

 

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8 thoughts on ““1914-2014” LA GRANDE GUERRA

  1. L’uomo è solo veramente morto, se nessuno più pensa a lui.
    Bertolt Brecht

    Il corpo muore. Il corpo è semplicemente ciò che l’anima materialmente possiede. E’ il suo involucro. L’anima prosegue la sua vita.
    Susie Billie

    Non esiste la morte. Soltanto un cambiamento di mondi.
    Capo Seattle

    … nel silenzio Rebecca

  2. Quanti figli, padri, fratelli, amici – di tutte le nazioni – morti inutilmente per colpa dei soliti generali/politicanti/milionari (tutti al sicuro a casa loro o nelle retrovie  mentre gli altri si ammazzavano) con smanie di grandezza. Quella povera gente avrebbe voluto vivere invece… Porci! Abbasso tutte le guerre. Tutti devono rifiutare la guerra.

    Con stima. Giovanni.

  3. Buon giorno, mia signora.
    no scrivevamo da molto tempo e questo ci rammaricò aquanto.
    ma adesso siamo qui a fare ammenda. Anzi, ad essere sinceri, a riemirci gli occhi di bellezza e sentimento cosciente. Tutte cose che voi, Donna emilia, sapete regalare ai vostri attentissimi lettori.
    Sapevamo (nel vostro caso la bellezza d’animo costituisce una certezza9 che vi sareste occupata del tristissimo anniversario.
    Come non ricordare i caduti della Grande Guerra. Quella guerra che ci ha consegnato nonni e padri dallo sguardo spento. Quello sgardo che, acceso, si lanciava in epiche gare nell’intento di difendere … la Patria.
    Ecco

    il sentimento di “Patria” che guidò i molti e i tanti entro le rovine di un mondo che stava ambiando.
    E quel mondo cambià, mia signora.
    Ma non come sperarono i molti morti che a grido di Viva l’Italia, mostravano il petto alle pallottole nemiche.
    No.
    Quelle speranze rimasero vane.

    Il cambiamento c’è stato.
    In peggio.

    Addio “patria” addio a tutto.
    Interessi, furto e ladrocinio ci hanno portato a deridere gli ultimi patrioti rimasti.
    Patriota, già, ecco l’ultima parola che ormai da anni non fa più parte del lessico “in”.
    Patriota, dicevano e urlavano chi, per interessi belluini si smarcava dagli unici sentimenti che hanno guidato intere generazioni: La patria e la Famiglia.

    Avete ricordato, con il vostro scritto donna Emilia i vari Nazario Sauro, Luigi Rizzo, Cesare Battisti, Fabio Filzi, Tito Speri, Enrico Toti, e tantissimi altri …
    (Questo piccolissimo elenco, non è né in ordine alfabetico, né numerico. Non ci sono “ordini” verso gli eroi che si immolaron per noi)

    Vi ringraziammo dal profondo del cuore, mia signora.

    Cordialità

  4. Carissima e dolcissima Emilia ( che strano!)
    Eccomi a leggere ciò che scrivi con passione e cognizione di causa. Non avrei mai detto che tu fossi così e scrivessi così! Sei fantastica e scrivi benissimo.Ti ho conosciuta come donna bellissima e con una marcia in più. E non mi sono sbagliato. Hai un cuore immenso e non ti risparmi nulla per chi, come me, sta o è stato male. Sei tanto cara e dolce. Io sto meglio e in questo periodo ho letto tutto questo tuo spazio web e devo dire che riflette la tua personalità. Conoscerti di persona poi… sempre allegra e sempre con la battuta pronta anche se so dei dolori che ti attanagliano il cuore e dei dispiaceri che hanno costellato la tua anima. Ti auguro le cose migliori e non abbatterti mai. E non piangere che diventi brutta!
    Grazie per ciò che hai fatto per me. Ti seguirò con stima e affetto. Spero tu venga a trovarmi per vedere i quadri. Ti ho dato il numero! Fatti viva!

    Un caro abbraccio e sta salda.

    Ciao.

    Quello che aggiusta i cuori ma si rompe il femore.

  5. Un pezzo di rara belezza stilistica, sintesi e fluidità, mia signora.
    Il senso della pulizia e della misura del ricordo, colpisce e compenetra le righe da voi , mirabilmente, regalate.
    Un excursus, donna Emilia, che rimane negli occhi e nel sangue di tutti coloro che didero un senso alla propria vita, verso la patria.

    Abbiate le nostre cordialità

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